
“Quando mi sono candidato alla segreteria provinciale avevo assunto l’impegno di provare a favorire un rilancio della nostra federazione. In questo tentativo ho messo energie, tempo e passione. L’esperienza di quest’anno mi ha portato però a concludere che non siano presenti le condizioni perché questo rilancio possa avvenire. È una mia valutazione, della quale sento il dovere di assumermi pienamente la responsabilità. Per questo, con grande rammarico e delusione, vi comunico le mie dimissioni, con effetto immediato”. Ha comunicato così, attraverso una mail agli iscritti al Partito Democratico, le proprie dimissioni da segretario provinciale dem, Michele Bellini. Si tratta di “dimissioni anche politiche. Ad alcuni di voi probabilmente non piacerà ciò che scriverò, legittimamente convinti che alcune cose sia meglio non dirle in modo esplicito. Capisco questa preoccupazione e so bene che sarebbe più “comodo” per tutti, in primis per me, rifugiarmi dietro a motivazioni personali. Non ritengo però che questo sarebbe corretto né nei vostri confronti né nei confronti del partito stesso”.
Dimissioni politiche
Tre le ragioni delle dimissioni: “La prima è di carattere strutturale e non riguarda soltanto il nostro territorio, anche se nei contesti più piccoli appare con maggiore evidenza. A livello locale siamo già diventati, di fatto, un partito degli eletti. Fare politica al di fuori delle istituzioni è oggi una missione quasi impossibile: non solo per ragioni materiali – legate al tempo, alle energie e alle risorse richieste – ma soprattutto perché è venuta meno la funzione di intermediazione tra società e istituzioni, che ormai interagiscono senza più bisogno dei partiti. Ne consegue che a fare politica sono sostanzialmente solo gli eletti, mentre chi ricopre ruoli di partito senza essere eletto è strutturalmente tagliato fuori e risulta utile quasi esclusivamente nelle campagne elettorali”. La seconda ragione è più direttamente legata al nostro territorio. Alla prova dei fatti, sono troppo poche le persone che ricoprono un ruolo nel partito – formale o informale che sia – che credono davvero nella necessità di una dimensione provinciale.
Assenza di una prospettiva unitaria
L’assenza di questa volontà è emersa con chiarezza, ad esempio, nella vicenda del nuovo regolamento finanziario. Il confronto sulla ripartizione delle risorse, in un contesto di evidente scarsità, ha messo in luce priorità e comportamenti. Di fronte alla necessità di individuare soluzioni capaci di tenere insieme esigenze diverse, è prevalsa la preoccupazione di tutelare esclusivamente il proprio ambito di riferimento, a scapito del livello provinciale e mostrando l’assenza di una reale volontà di collocarsi dentro una prospettiva unitaria e condivisa. La terza ragione è in parte una conseguenza delle prime due e mi riguarda più direttamente: per questo tipo di contesto, probabilmente, non sono la figura più adatta”.
Motivazioni personali
Infine, una motivazione personale: “per poter essere davvero liberi di fare politica con coerenza è necessario disporre di una solida autonomia professionale e di molto tempo. Ne consegue che oggi riescono più facilmente a conciliare impegno politico locale e autonomia professionale coloro la cui attività lavorativa è già strettamente legata al territorio e consente di essere “dentro” i processi, senza dover dipendere dalla disponibilità degli eletti a coinvolgere chi non lo è. In questi casi, forse, è ancora possibile svolgere adeguatamente questo ruolo. Non è il mio caso. Ho intrapreso un percorso universitario di ricerca che comporta mobilità internazionale e, soprattutto, un intenso lavoro di studio e di confronto in più ambiti.
'Ha ancora senso fare politica'
Per tutte queste ragioni ritengo più giusto rassegnare le dimissioni, e farlo ora, così da consentire al partito di riorganizzarsi in vista degli importanti appuntamenti elettorali che ci attendono. Questo senza tuttavia negare che le scelte di studio e di ricerca siano state determinate anche dal nostro contesto politico locale, nel quale mi ero impegnato.Il programma con cui mi sono candidato si apriva con una domanda impegnativa: ha ancora senso fare politica? Continuo a credere che sì, abbia senso, e continuerò a farla e, per quanto mi sarà possibile, anche nel nostro territorio. Sono grato ai membri della segreteria provinciale che hanno accettato di starmi vicino per l’impegno dimostrato, così come a tutte le persone con cui ho potuto interagire in modo costruttivo. Un ringraziamento particolare va a chi continua a impegnarsi con passione, senza chiedere nulla in cambio: un impegno “puro”, disinteressato. A loro, soprattutto, vanno il mio pensiero e la mia gratitudine”.
La reazione di Piloni
Immediate le reazioni all'interno del Partito democratico. “Ovviamente dispiace. È un peccato. Fare politica oggi richiede tempo ed energia, soprattutto se sei chiamato a guidare un partito che ha responsabilità importanti sul proprio territorio. E so di cosa parlo avendolo fatto per cinque anni, seppur in condizioni molto diverse. Ed è ancora più difficile farlo "fuori" dalle Istituzioni, perché il più delle volte ti trovi a rincorrere le questioni” così il consigliere regionale dem Matteo Piloni “ A Michele auguro il meglio per il suo percorso professionale e, mi auguro, possa continuare a dare il proprio contributo, ringraziandolo per quanto fatto. Ora si apre una fase delicata per il Partito democratico provinciale che va seguita con grande attenzione, insieme alle tante persone, iscritti, militanti e amministratori che, ogni giorno, danno il loro prezioso contributo con passione, per la nostra comunità politica e il nostro territorio”.
A Crema
Sorpresa anche la segretaria del circolo locale di Crema, Cecilia Brambini: “ne ho avuto notizia questa mattina e sono rimasta molto sorpresa: ringrazio Michele per quanto ha fatto in questo anno di impegno pubblico con competenza e senso di responsabilità. Non ho ancora avuto modo di approfondire con lui le motivazioni che l'hanno portato a questa decisione: certamente l'impegno all'interno dei partiti oggi richiede tempo ed energie”.