“Lo dico da politico, la strada giusta per formulare, in vista delle amministrative di Crema, una proposta forte in alternativa al centrosinistra è rappresentata dal civismo: è in costante crescita e rappresenta le istanze anche di quei cittadini che oggi faticano a riconoscersi in un partito. Potrebbe unire e oggi serve unire”. Va dritto al punto, visti i recenti rumors sul nome del candidato di centrodestra alle prossime elezioni amministrative di Crema, il consigliere regionale Riccardo Vitari, ospite nei giorni scorsi presso la redazione di Cremaonline: “Segre? Potrebbe essere un nominativo valido, al pari di altri: il partito sta valutando tutte le alternative possibili, sia civiche che politiche ed attende di poter condividere la propria visione con le altre forze della coalizione. Dopo tanto tempo il centrodestra ha finalmente la concreta possibilità di vincere, mi auguro non se la faccia scappare. Auspico in un candidato unico sostenuto da tutte le forze della coalizione: si vince uniti, certo, serve confrontarsi e condividere intenti e progetti”. Nelle stesse ore in cui spuntano altri nomi di possibili candidati alla fascia Tricolore, quali quello del segretario cittadino di Forza Italia Alessandro Mirelli o quello di Ettore Ferrari, presidente dell'opera pia San Luigi, Vitari elargisce consigli: “oltre i nomi, serve coesione d'intenti e condivisione di proposte concrete per la città”.
Le amministrative nei paesi
Più vicine sono le amministrative nei paesi: “a Rivolta puntiamo su Giovanni Cremonesi, guardando al futuro con ottimismo. La difficile situazione che il centrodestra si è trovato ad affrontare avrebbe condotto i più alle dimissioni. Al contrario, abbiamo portato avanti il mandato con senso di responsabilità, fedeli all'impegno assunto nei riguardi della cittadinanza”. A Soncino, “non ci aspettiamo nessuna sorpresa: puntiamo alla riconferma, per il terzo mandato, di Gabriele Gallina”. Vitari dice la sua anche rispetto al prossimo referendum sulla giustizia: “la posizione della Lega è chiara, voteremo sì per una giustizia più giusta ed imparziale. Chi sostiene il no sta cercando di strumentalizzare il tema per attaccare il governo: è la via più facile, ma a mio avviso quella meno efficace. Il referendum confermativo del 22 e 23 marzo è di carattere tecnico. Peraltro, la riforma che speriamo si concretizzerà in epoche passate era stata voluta anche dalla sinistra. Cosa è cambiato oggi?”.
Sanità: sfide, carenze e eccellenze
Spostando lo sguardo in regione, Vitari si sofferma sulla sanità: “le partite importanti da giocare sono due: da un lato, l'implementazione del Cup unico regionale, rispetto alla quale dipenderà l'esito delle prossime elezioni regionali. È stata una promessa importante, soprattutto per ridurre le liste d'attesa. Dall'altro, la grande sfida riguarda la diffusione delle nuove strutture della sanità territoriale: case e ospedali di comunità. Dopo quella di Crema e quella di Rivolta, in particolare dedicata alla presa in carico delle fragilità giovanili, attenzionata e già in cantiere è anche dal livello regionale la Casa di comunità (spoke) a Castelleone”. La riduzione delle liste d'attesa “resta la sfida più complessa, anche tenuto conto della carenza di personale medico ed infermieristico che interessa i piccoli centri, tra cui anche quello di Crema”. La leva “è rappresentata dal welfare aziendale: creare servizi per il personale renderà i piccoli centri più attrattivi, ma bisogna anche insistere nella valorizzazione delle eccellenze. Su tutte, pensando a Crema, il reparto di gastroenterologia, ma anche il laboratorio analisi, in vista della riorganizzazione che punterà sull'automazione dei processi”. Vitari ha poi definito il concambio Stalloni/Ex tribunale “un risultato storico. Bene che nell'ex tribunale si possa procedere ad una riorganizzazione dei servizi formativi e amministrativi, ma ancora meglio che presso gli Stalloni si possa finalmente dare spazio ad una cittadella del welfare con il coinvolgimento attivo delle associazioni o alla creazione di un borgo artigiano: è finalmente uno spazio a disposizione della città, da ripensare insieme”.
Visione comune
Netta soddisfazione, poi, per i passi avanti che si stanno compiendo sulla comunità di pianura. “L'Area omogenea sta fungendo da modello: non posso che esserne fiero. Deve attecchire una visione più ampia e comune per risolvere insieme i problemi dei piccoli comuni e razionalizzare strategie e risorse. Non si tratta di perdere d'identità, ma di unire le forze per obiettivi comuni e per offrire servizi di maggiore qualità ai cittadini”. L'approccio è il medesimo anche “per il Pgt cremasco. Oltre le polemiche, serve pensare ad un progetto comune e ad una visione più ampia”. Un ultimo pensiero anche al distretto del cibo, alle Zis e al cluster della cosmesi: “Il distretto del cibo sarà una grande opportunità per il nostro territorio, che ha un grande potenziale agricolo. Favorirà importanti e unitarie azioni di marketing e potrà offrire anche ai più giovani nuove opportunità occupazionali nel settore primario”. Nella stessa direzione guardano le Zis e il cluster della cosmesi: “è un progetto ricco di visione che vuole unire mondo imprenditoriale, formazione e innovazione, anche lasciando il giusto spazio, seppur regolamentato, all'intelligenza artificiale. La Lombardia è stata una delle prime regioni a promuoverla per legge”.