“La chiusura del ponte di via Cadorna per ragioni di sicurezza non può e non deve essere oggetto di polemica. Quando sono in gioco l'incolumità dei cittadini e la sicurezza di chi transita, ogni decisione tecnica va rispettata e sostenuta. Il problema non è la chiusura di oggi. Il problema sono le decine di anni che ci hanno portato a questo punto”. Così i consiglieri della Lega Andrea Bergamaschini e Silvia Guatterini intervengono sulla vicenda del ponte cittadino. “Da anni la città assiste a continui rinvii, cambi di progetto, annunci, revisioni e nuove tempistiche. Nel frattempo il ponte ha continuato a deteriorarsi e Crema è rimasta senza una prospettiva certa. Oggi si paga il prezzo di una gestione che ha preferito rinviare anziché decidere”.
Assenza di pianificazione
“Già nei mesi scorsi la Lega aveva denunciato l'assenza di un cronoprogramma credibile e il continuo slittamento delle scadenze. Oggi la chiusura per ulteriori verifiche rischia inevitabilmente di sommarsi ai tempi già previsti per l'intervento, aggravando ulteriormente una situazione che era già critica. Ciò che colpisce maggiormente è l'assenza di una pianificazione alternativa. In tutti questi anni non si è arrivati a una soluzione concreta per gestire il traffico durante il cantiere. Si è parlato di mitigazioni, ma non è mai stata presentata una vera strategia. Nemmeno l'ipotesi di strutture provvisorie o di soluzioni temporanee per garantire la continuità dei collegamenti sembra essere stata approfondita con la necessaria determinazione. Oggi cittadini, lavoratori e imprese si trovano a subire disagi enormi senza che vi sia stata una preparazione adeguata”. Secondo gli esponenti del Carroccio “il danno è doppio: da una parte la città perde un'infrastruttura fondamentale; dall'altra viene meno qualsiasi possibilità per famiglie, attività economiche e pendolari di programmare con certezza i prossimi mesi. Quando mancano tempi certi e una visione chiara, a pagare sono sempre i cittadini.
'Il fallimento certificato della giunta'
Infine l'attacco alla giunta: “questa vicenda rappresenta perfettamente il limite di un modo di amministrare fondato sui calcoli politici anziché sulla programmazione. Si rinvia per non affrontare i problemi, si spostano le decisioni più difficili, si evita di assumersi responsabilità che potrebbero avere un costo politico immediato. Ma i problemi delle città non scompaiono. Che si parli di sicurezza, manutenzioni, viabilità o sviluppo urbano, prima o poi presentano il conto. Oggi quel conto arriva sotto forma di un ponte chiuso, di una città paralizzata e di cittadini che hanno il diritto di chiedere perché si sia arrivati a questo punto dopo tanti anni di promesse, rinvii e occasioni perdute. Non è uno schiaffo soltanto all'amministrazione comunale. È uno schiaffo a tutta la città di Crema. È il fallimento certificato della giunta Bergamaschi”.