La chiusura del ponte di via Cadorna a Crema ha suscitato emozioni e pareri contrastanti tra la popolazione. C’è chi addirittura ha cercato della letteratura in merito all’archivio storico comunale trovando della documentazione riguardante una relazione tecnica datata 18 ottobre1952. in un post social sul gruppo Non sei di Crema se... l'utente Alberto Tuzza evidenzia: “l’amministrazione comunale di allora chiese alle Officine Lancini un parere perchè c'era l'intenzione di allargare le due passerelle pedonali per fare due percorsi dedicati alle biciclette. Da notare la lungimiranza degli amministratori di 74 anni fa: si parlava già di ciclabili e ci si rivolgeva ad una ditta specializzata nella costruzione di ponti a chilometro zero”.
Le annotazioni del documento
La risposta degli ingegneri Frigerio, Santopietro e Ferraboschi era stata negativa, in quanto, da come si legge nella nota inviata al municipio di Crema “la commissione a ragione di serietà e buon nome, ci vieta di fare qualsiasi offerta che non contempli il totale rifacimento del ponte onde poter assicurare la rispondenza di esso a tutte le vigenti norme di sicurezza”. Le annotazioni allegate alla lettera riportano alcune constatazioni: cinque apparecchi di appoggio sono profondamente corrosi dalla ruggine e quelli mobili sono inceppati; le briglie superiori sella travata sono corrose; così come gli appoggi delle tre campate e le briglie inferiori”.
Vietato procedere
“Nelle stesse condizioni in cui si trova il ponte, sono anche cinque traversoni e qualche longherina. I ferri in corrispondenza degli appoggi, mancano a pezzi e restano quindi a sbalzo”. La società quindi ‘è stata invitata a non mettere mano in alcun modo alle strutture esistenti, sia per eventuali rinforzi che per aggiunte’. Le condizioni del ponte sono state definite precarie dall’azienda incaricata ad effettuare il sopralluogo.