Il problema della denatalità colpisce anche il cremasco. La questione interessa anche la popolazione scolastica che col tempo diminuisce, imponendo delle riflessioni sul futuro delle classi e sul numero, decrescente, degli alunni. È quanto sta accadendo in comuni come Camisano, Casaletto Ceredano e Credera Rubbiano. Tempo fa, si era svolto un incontro con area omogenea per intervenire a livello territoriale prima con l’ufficio scolastico territoriale e poi con quello regionale, in modo da concedere l’avvio della classe prima anche al di sotto dei quindici alunni. È l’appello che ha fatto il sindaco Aldo Casorati, a cui si è aggiunta Francesca Cerasola in una comunicazione ai cittadini.
‘Senso di responsabilità e trasparenza’
“In merito alla formazione della classe prima della scuola primaria di Credera Rubbiano per il prossimo anno scolastico, stanno circolando in queste ore informazioni non ancora ufficiali ma comunque preoccupanti. Proprio per senso di responsabilità e trasparenza nei confronti delle famiglie, riteniamo doveroso condividere fin da subito quanto emerso, pur trattandosi al momento di comunicazioni ufficiose. Il numero delle iscrizioni, pari a dodici alunni, risulta inferiore rispetto ai parametri previsti dalla normativa vigente, che stabilisce un minimo di quindici studenti. Una condizione che purtroppo deriva dal fenomeno della denatalità, sempre più diffuso a livello nazionale e particolarmente incisivo nei piccoli comuni. Come amministrazione comunale, il nostro impegno è stato fin da subito chiaro e determinato: abbiamo agito in modo battagliero per mantenere il presidio scolastico a Credera Rubbiano, anche per la futura classe prima”.
‘Coinvolte le istiotuzioni’
“A tal fine abbiamo attivato interlocuzioni con diversi enti e istituzioni. Su nostra richiesta urgente si sono attivati anche il consigliere regionale Matteo Piloni e il presidente dell’area omogenea Gianni Rossoni, con l’obiettivo di supportare il territorio e contribuire a salvaguardare questo anno scolastico, mettendo al centro le esigenze delle famiglie, che rappresentano il nostro unico e vero interesse. Riteniamo inoltre che una decisione così rilevante non possa e non debba essere assunta in questa fase, senza un adeguato coinvolgimento di tutti gli attori interessati, a partire dalle famiglie. Per questo motivo chiediamo con fermezza la concessione della deroga per l’anno scolastico 2026/2027, al fine di garantire la continuità del servizio e consentire una gestione più condivisa e consapevole della situazione”.
Tavolo di confronto’
“Allo stesso tempo, riteniamo necessario avviare fin da subito un tavolo di confronto in vista dell’anno scolastico 2027/2028, coinvolgendo istituzioni, scuola e genitori, affinché già nella fase delle iscrizioni sia chiara a tutti l’eventualità di eventuali cambiamenti, evitando incertezze e disagi. Negli ultimi anni il nostro comune si è già trovato ad affrontare situazioni analoghe, riuscendo a ottenere la deroga e a garantire la continuità scolastica. È quindi fondamentale che anche oggi si tenga conto della specificità dei piccoli comuni e della necessità di maggiore flessibilità. Continueremo a lavorare con determinazione, insieme a tutti i soggetti coinvolti, per difendere il diritto delle famiglie a servizi scolastici di qualità e per tutelare la vitalità del nostro territorio”.