Sono edifici che mettono a disposizione spazio, connettività, utility e tutti i servizi necessari ad una infrastruttura digitale. Contengono dati sensibili. Stiamo parlando dei data center. A questo tema regione Lombardia sta dedicando particolare attenzione per l'approvazione quanto prima una legge in materia. Parallelamente anche il livello nazionale si sta muovendo. Urge costituire, attorno ad un fenomeno in costante espansione, una cornice normativa dettagliata. Primo firmatario della proposta di legge regionale Disposizioni per la disciplina, la localizzazione e lo sviluppo sostenibile dei data center in Lombardia è il consigliere regionale dem Matteo Piloni. Questo pomeriggio ha voluto incontrare nella sala Cremonesi del museo civico, sindaci, amministratori del territorio, rappresentanti del mondo economico, sociale e delle associazioni. Con lui anche Ivan Antonozzi, ricercatore senior dell'Osservatorio data center del Politecnico di Milano. “La Lombardia – ha detto Piloni – potrebbe essere la prima regione italiana ad approvare una legge in materia. L'area metropolitana milanese è quasi satura di data center. In provincia di Cremona ve ne sarebbe uno, ma alcuni potrebbero sorgere a breve anche nel Cremasco. Ecco perché vogliamo fornirvi – ha detto rivolgendosi direttamente ai partecipanti - qualche elemento utile, affinché possiate essere pronti in caso di necessità. Intanto, è importante capire di cosa si tratta e poi agire nell'ambito della cornice normativa che andrà delineandosi a stretto giro”.
Oggi e domani
“I data center – ha spiegato Antonozzi – hanno cominciato a sorgere nel 2020, quando sono aumentati gli investimenti. In questo ultimo triennio erano stati dedicati 10 miliardi di risorse: ne sono stati spesi circa sette. Stiamo vivendo un periodo in cui, da un lato, il contesto normativo in materia non è ancora definito, dall'altro con lo sviluppo dell'intelligenza artificiale anche il contesto tecnologico è in continuo divenire. Nel 2025 26 infrastrutture sono state costituite, 83 progetti sono in cantiere per il prossimo triennio. Milano potrebbe catalizzare il 23 per cento degli investimenti potenziali previsti nei 13 principali poli europei nei prossimi tre anni. L'Italia potrebbe avere un ruolo importante anche nell'ambito del nuovo data center europeo”.
Data center: i vantaggi
Antonozzi ha, infine, chiarito l'impatto che un data center potrebbe avere anche su un territorio come il nostro: “i data center portano investimenti sui bilanci dei comuni e garantiscono un positivo impatto ambientale: sono attualmente responsabili del tre per cento dei consumi a livello globale. Favoriscono il recupero di aree dismesse, limitando il consumo di suolo. Favoriscono nuove opportunità professionali lungo tutta la filiera dell'infrastruttura e la presenza di cantieri sul territorio”.