
È stato presentato ieri mattina, mercoledì 3 dicembre, in Senato il disegno di legge del senatore Renato Ancorotti, volto a introdurre la figura dello psicologo forense e ad apportare modifiche al codice penale per rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne. L’incontro, aperto dai saluti istituzionali del senatore Renato Ancorotti, ha visto la partecipazione della deputata Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere, del senatore Gianni Berrino, capogruppo in commissione giustizia del Senato e firmatario del ddl, dell’avvocato Alessandra De Paola, coautrice del testo, e della psicologa forense e criminologa Roberta Bruzzone, collaboratrice nella stesura del disegno di legge.
L'importanza della prevenzione
Come ha spiegato il senatore Renato Ancorotti, lo psicologo forense può svolgere un ruolo cruciale in ambito preventivo: “questo disegno di legge nasce dall’esigenza di procedere su due binari paralleli: l’educazione al rispetto e misure immediate per interventi celeri. Se è vero che negli ultimi anni sono stati fatti passi avanti sul piano educativo, ci vorrà tempo per vederne i risultati”. La deputata Martina Semenzato ha evidenziato l’importanza del contributo del senatore Ancorotti nei lavori istituzionali: “ringrazio il senatore Renato Ancorotti per essere un membro molto attivo della commissione femminicidio e violenza di genere. Il suo impegno costante e la sua attenzione al tema sono fondamentali per rendere più efficace l’azione preventiva e istituzionale a tutela delle donne”.
Il ruolo dello psicologo forense
Nel suo intervento tecnico, la criminologa e psicologa Roberta Bruzzone ha precisato che la valutazione del rischio di femminicidio non è una predizione intuitiva, ma una procedura clinico-forense rigorosa, basata su protocolli internazionali e indicatori validati scientificamente. “La valutazione strutturata del rischio- ha spiegato- è uno strumento affidabile per individuare l’escalation della violenza, il rischio imminente, la persistenza dei fattori di pericolo e i segnali che possono anticipare la letalità”. Bruzzone ha sottolineato la necessità di psicologi forensi formati in modo specifico, capaci di applicare correttamente i protocolli, interpretare i fattori statici e dinamici, stimare la pericolosità attuale e futura e attivare immediatamente le autorità competenti.
Cogliere i reati spia
Il senatore Gianni Berrino ha ricordato che il disegno di legge si pone l’obiettivo di prevenire la violenza attraverso l’identificazione precoce di comportamenti e reati spia, affiancando psicologi forensi alle fasi di interrogatorio o denuncia. “Non si tratta di profilare le persone – ha spiegato – ma di prevenire possibili spirali di violenza. È fondamentale agire preventivamente e velocemente per evitare atrocità come quelle che abbiamo visto negli ultimi tempi”. Il senatore Sandro Sisler, vicepresidente della Commissione giustizia e firmatario del ddl, ha aggiunto che troppe volte, anche in presenza di segnali evidenti, non si è riusciti a evitare l’esito peggiore, affermando che non è più accettabile che ciò continui ad accadere. “Con la presentazione di questo disegno di legge -ha concluso Ancorotti - si rafforza la volontà di dotare il Paese di strumenti più efficaci per intercettare tempestivamente le situazioni di rischio, intervenire con competenza e prevenire nuove tragedie, riaffermando la centralità della prevenzione come strada principale per proteggere le donne dalla violenza”.