04-08-2022 ore 12:50 | Politica - Lombardia
di Gloria Giavaldi

Cure domiciliari, dalla regione 52 milioni di euro per la riorganizzazione e il potenziamento

La giunta regionale della Lombardia ha stanziato 52 milioni di euro per il potenziamento dell'assistenza domiciliare. Come ha spiegato la vicepresidente Letizia Moratti: “secondo quando previsto dal Pnrr l'obiettivo è quello di raggiungere entro il 2026 una presa in carico di soggetti anziani pari al 10 per cento”. In Lombardia sono 2,3 milioni le persone over 65, vale a dire il 22,9 per cento della popolazione regionale con un aumento di 40-50 mila soggetti l'anno. All’inizio del nuovo millennio la percentuale di anziani sul totale della popolazione è aumentata del 25 per cento (era pari al 18,2 per cento nel 2002) e secondo le previsioni demografiche elaborate dall’Istat, potrebbe arrivare al 32 per cento entro il 2050. “L'incremento di persone anziane e fragili rende necessaria una maggiore presa in carico a livello territoriale, nonché una maggiore integrazione tra gli ambiti sanitari, socio-sanitari e assistenziali”. Anche attraverso l'impiego di nuove tecnologie si intensifica la relazione tra ospedale e territorio, con una riorganizzazione della rete di cure territoriali che vale 2.5 miliardi di euro.

 

Riclassificazione

Il provvedimento accoglie l’intesa del 4 agosto 2021 della Conferenza Stato-Regioni che individua come unico modello per tutto il territorio nazionale il sistema ad accreditamento. Regione Lombardia con questo atto procede alla riclassificazione dei profili assistenziali nella cornice programmatoria della Missione 6 del Pnrr, del ‘DM 77’. Nell’ottica di un nuovo sistema tariffario stanzia 25 milioni di euro aggiuntivi. Gli enti già accreditati, pubblici e convenzionati, erogatori dell’assistenza domiciliare, avranno tempo fino al 1 dicembre per presentare le istanze di riclassificazione. Le nuove richieste di inizio attività potranno essere presentate a partire dal 31 marzo 2023, mentre il nuovo sistema tariffario partirà dal 1 aprile 2023.

 

Standardizzazione

Il sistema di remunerazione delle prestazioni adottato nasce dalla sperimentazione che ha coinvolto diversi soggetti. Tra questi: l’Ats Brianza, le Asst di Monza, Lecco, Vimercate e 27 dei 38 erogatori attivi sul territorio, con 8.880 valutazioni su 4.242 persone. Attraverso la sperimentazione è stata testata la possibilità di ricondurre la maggior parte delle prestazioni erogate, l’86 per cento degli interventi, a una griglia di nove percorsi assistenziali standard. Il restante 14 per cento riguarda l’Adi complessa, vale a dire tutto quanto non è riconducibile a standardizzazione e che richiede una valutazione multidimensionale di secondo livello e di presa in carico specifica. Il modello sperimentale, che verrà esteso a tutta la regione, permette attraverso la standardizzazione di una larga parte delle prestazioni, la riduzione dei tempi della presa in carico e dell’erogazione del servizio.

 

Telemedicina

Capitolo a parte riguarda la telemedicina, in particolare le prestazioni di telemedicina erogabili attraverso i soggetti accreditati per le cure domiciliari. Sono individuatele professionalità coinvolte, il livello necessario in termini di sicurezza, integrità dei dati e protezione della privacy. Le Asst e gli Irccs pubblici garantiscono la gestione diretta delle cure domiciliari nelle case di comunità. Tutto ciò avviene attraverso il personale attualmente in attività e quello attivabile in risposta alla richiesta e alle scelte prese da ogni singola famiglia. A questo proposito la regione, attraverso il Dl 34, mette a disposizione delle aziende sanitarie pubbliche un fondo di 28 milioni. Sarà utilizzato per la formazione e l’assunzione del personale da dedicare alle cure domiciliari, di cui 1, 2 milioni già assegnati.

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