Il terzultimo consiglio comunale prima della pausa estiva (quello dell'11 luglio è già fissato, l’ultimo è previsto per la fine del mese) si è aperto col minuto di silenzio in memoria di Luciano Mariani. Il presidente del consiglio, Attilio Galmozzi, ha ricordato “la figura limpida, di rara umanità e gentilezza, apprezzato come medico e amministratore, in un’era politica molto delicata”. I lavori sono proseguiti con le interrogazioni.
La nuova ciclabile
Interrogato da Patrini, Torrisi e De Grazia “sulla nuova pista ciclabile di via Pietro Nenni nel quartiere san Carlo”, l’assessore Giossi ha spiegato che si è trattato di un errore di esecuzione che non comporterà costi aggiuntivi per l’amministrazione. Risposta che ha lasciato “perplesso” il capogruppo di Fratelli d’Italia, che ha più volte ribadito: “com’è possibile? Per quale motivo il comune non ha vigilato? Quindi, chi ha sbagliato?”
Nell’interrogazione si sottolineava che “in prossimità del distributore di carburante, il tracciato della nuova ciclabile è stato improvvisamente cambiato”, rispetto a quanto mostrato alla città durante una conferenza stampa della giunta.
Diritti e varianti
Per De Grazia ed i colleghi di minoranza era stato anche “demolito con le ruspe il manufatto già posato, composto da cemento, fondo e ghiaia. Probabilmente nell’esecuzione e nello stato di avanzamento dei lavori si è erroneamente costruita la pista ciclabile sul terreno di proprietà dell’Eni, che ha fatto valere immediatamente i propri diritti”. Ricostruzione non confermata dall’assessore, secondo il quale l’opera “non è di progettazione né di realizzazione a carico del comune”. Inoltre, “in sede di sopralluogo, propedeutico all’inizio dei lavori, si era concordato col soggetto attuatore, l’impresa esecutrice e i tecnici incaricati della progettazione e direzione lavori una variante in corso d’opera del tracciato, motivata dalla opportunità di allontanare una porzione del tracciato da via Milano, per garantire una maggiore sicurezza dei fruitori e meglio contestualizzare l’intervento all’interno dell’area che verrà successivamente piantumata”.
L’errato punto di partenza
Secondo l’assessore ai lavori pubblici, “variante e progetto originario non coinvolgevano aree di proprietà di terzi. La modifica consiste nel direzionare il tratto di ciclabile dallo spigolo nord ovest dell’area di proprietà Eni, retrostante il distributore, all’incontro con via Nenni, senza in alcun modo coinvolgere le aree di proprietà di terzi. Tuttavia in sede di realizzazione, l’impresa esecutrice ha preso come riferimento un punto di partenza errato, in corrispondenza del sedime esistente e non dell’area retrostante, anch’essa di proprietà Eni, comportando il coinvolgimento di quest’ultima”. A quel punto “i tecnici comunali hanno chiesto una verifica del tracciato e visto l’errore commesso, di riparare al danno, il che è stato fatto in maniera rapida e puntuale”. Il tutto “senza costi ai danni del comune”. Come detto una ricostruzione che ha lasciato “perplesso” De Grazia, che ha chiuso la replica dicendosi “insoddisfatto”.