04-06-2026 ore 20:40 | Politica - Milano
di Gloria Giavaldi

La Regione Lombardia fuori dalle Agenzie del trasporto pubblico locale, le reazioni

Tutto come previsto, in conformità al nuovo assetto delle Agenzie del trasporto pubblico locale, regione Lombardia ha ceduto il 10 per cento del capitale sociale ad altri enti già soci o consentendo l'ingresso di altri comuni nell'agenzia Tpl territoriale. Tale novità è, secondo il presidente dell'Agenzia del trasporto pubblico locale Cremona Mantova, Stefano Begotti “un mero adeguamento, già annunciato. La regione Lombardia continuerà ad esercitare un ruolo d'indirizzo e di coordinamento, occupandosi tra l'altro del riparto dei fondi provenienti dal livello nazionale alle varie agenzie territoriali. Potrà interloquire con le varie agenzie mediante il Comitato regionale per il trasporto pubblico”.

 

'Una scelta politica'

L'uscita della regione è, secondo il consigliere regionale dem Matteo Piloni, una “scelta politica. Il rischio principale è che si consolidi “un sistema a geometria variabile, dove aumentano le responsabilità dei comuni e delle realtà locali, senza un adeguato rafforzamento delle strutture di coordinamento e senza una regia regionale forte e presente”. Piloni sottolinea come le modifiche approvate, che prevedono anche l’ingresso di nuovi comuni come Crema e l’allargamento della compagine territoriale, “non compensano l’assenza della regione, che rappresentava un elemento di garanzia e di equilibrio nel sistema e che invece in questo modo scarica le responsabilità economiche e gestionali sugli enti locali, già in difficoltà nel garantire adeguati livelli di servizio”.

 

'La regione è un soggetto terzo'

Positiva, invece, la visione del collega leghista Riccardo Vitari: “con la fuoriuscita dall’Agenzia del trasporto pubblico locale di Cremona Mantova, regione Lombardia assume un ruolo di indirizzo, programmazione e controllo più forte e autorevole. Una scelta che punta a rendere il sistema più efficiente, superando sovrapposizioni e semplificando la governance del trasporto pubblico. La regione diventa sempre più un soggetto terzo e imparziale, capace di coordinare il sistema nel suo complesso e di garantire standard di servizio più elevati. L'obiettivo è migliorare l'integrazione tra treni e autobus, accelerare l'innovazione e offrire risposte più efficaci ai cittadini, ai pendolari e agli studenti. Si tratta di una riforma importante che rafforza la capacità di programmazione regionale e allo stesso tempo rende più chiaro il ruolo degli enti locali nella gestione dei servizi sul territorio. Un passo avanti che potrà portare benefici concreti anche alle comunità del Cremasco e del Cremonese”.