
In apertura del consiglio comunale dello scorso lunedì 30 marzo il gruppo consiliare di Fratelli d'Italia ha rilasciato una comunicazione in relazione al controllo effettuato dalle forze dell'ordine all'europarlamentare Ilaria Salis: “Ci risiamo, si continua a trasformare un semplice controllo delle forze dell’ordine in una manifestazione politica di ampio respiro; si grida allo scandalo, si sollevano preoccupazioni sulla democrazia a rischio e i partiti della sinistra muovono critiche alle istituzioni. Le forze dell’ordine, nello svolgere le loro funzioni istituzionali, meritano rispetto e riconoscimento, non attacchi infondati. Si osserva come si ripeta il medesimo schema ricorrente: la vittimizzazione, la polemica strumentale e un fronte politico disposto a fornire difesa incondizionata. Un copione già visto”. Il gruppo tiene a precisare che si è trattato di un semplice controllo, non di una perquisizione: “una forma di tutela indiretta della libertà finalizzata a garantire la sicurezza collettiva e l'Ordine Pubblico, quali presupposti necessari per il libero esercizio dei diritti individuali. Ciò nonostante, si è subito gridato al pericolo di una fantomatica deriva autoritaria e all'effetto del Decreto sicurezza”.
La nota della questura di Roma
“A chiarire subito il quadro è stata una nota della Questura di Roma che riportiamo di seguito: L'attività origina, quale atto dovuto, da una segnalazione proveniente da un paese terzo del panorama europeo che non consente margine di discrezionalità negli adempimenti richiesti alle autorità italiane. Il personale intervenuto si è limitato a richiedere i documenti a lei e alla persona in sua compagnia. Nel momento in cui il personale si è reso conto che si trattava dell'europarlamentare, ogni verifica è stata interrotta senza fare accesso alla stanza d'albergo. Pertanto, nessuna perquisizione e nessuno atto è stato compiuto. In nessun caso e in nessun modo l'identificazione può essere messa in correlazione con le recenti normative approvate sull'ordine pubblico. Si esclude pertanto categoricamente che possa essere stato un controllo preventivo effettuato in relazione alla manifestazione di oggi, bensì di un atto dovuto in base agli obblighi internazionali. L'intervento della volante è avvenuto su richiesta di un paese estero e sulla base di un sistema di collaborazione internazionale tra forze di polizia, che è immutato da anni”.
'Con uno Stato che difende chi ci difende'
“In ogni caso – prosegue il gruppo consiliare - se le intenzioni dei manifestanti - sono pure e pacifiche, noi per primi ci interroghiamo sul come mai abbiano messo in piedi un vero e proprio team legale che a loro dire serve per supportare i manifestanti con segnalazioni di abusi, fermi, e tutto quello che potrebbe concernere la solita gestione da stato di polizia a cui stiamo assistendo da parecchi mesi a questa parte, scrivono le reti sui loro gruppi privati, con tanto di istruzioni per l’uso, indicazioni su come evitare di farsi riconoscere dalle forze dell’ordine o eludere i controlli. La stessa identica gestione che abbiamo visto in altre manifestazioni, pur constatando che non ci sarebbe alcun motivo per una così fitta e capillare strategia per arginare chi sta solo facendo il proprio dovere e provando a garantire a noi cittadini quel senso di sicurezza che oramai sembra smarrito, a causa di questi eventi sempre più programmati dalla una certa parte politica. Noi vogliamo uno Stato che non giri la testa dall’altra parte, ma che difenda chi ci difende e che restituisca sicurezza e libertà ai cittadini”.