03-06-2014 ore 09:32 | Politica - Crema
di Andrea Galvani

Crema, aziende partecipate. Il sindaco: "aggrediamo la fase 2. Venerdì la convenzione fino al 2040 con lo Sport Village, poi tocca alla piscina ed al teleriscaldamento"

Prosegue il progetto di riorganizzazione delle Aziende Partecipate cremasche. Come ampiamente anticipato, nel consiglio di venerdì 6 giugno l'amministrazione comunale ratificherà la delibera 85 del 19 dicembre scorso, dando così concretezza alla cosiddetta Fase 1, che prevede il conferimento in Cremasca Servizi srl delle partecipazioni societarie di proprietà del Comune di Crema nel capitale sociale di Scrp spa (il Comune ne detiene il 25,68%)Reindustria scrl (17%), Padania Acque spa (0,044%) e Banca Popolare Etica Scpa (0,015). Il tutto con la contestuale adozione da parte di Cremasca Servizi srl (partecipata al 100% del Comune) di un nuovo statuto sociale.

 

L'aggressione alla Fase 2

La regia dell'operazione è del sindaco; Stefania Bonaldi su questa vicenda s'è sempre spesa con particolare determinazione, grazie anche al costante pungolo di Antonio Agazzi dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, fronteggiando le stoccate della minoranza, in particolare di Simone Beretta e di Laura Zanibelli e superando la contrarietà di Rifondazione Comunista, seppure sia un alleato della maggioranza. La riorganizzazione delle Partecipate ha una lunga gestazione e la strada è altrettanto lunga. "Contestualmente alla Fase 1 – spiega proprio il sindaco - stiamo già aggredendo la Fase 2. Del resto avevo già chiarito che le tre fasi non erano cronologicamente in fila una all'altra".

 

Scs servizi Locali

Nella cosiddetta Fase 2 "l'attenzione è concentrata su Scs servizi Locali, con la logica di valorizzare e ricollocare i servizi che attualmente gestisce", ovvero il centro sportivo comunale, la pubblica illuminazione, la gestione dei parcheggi a pagamento, gli impianti semaforici e la segnaletica luminosa, oltre alla partecipazione in Scca, la società cremasca calore, cioè il teleriscaldamento.

 

Lo Sport Village

"La prima operazione che si concretizzerà il 6 giugno, con l'approvazione dello Statuto di Cremasca riguarda la convenzione con lo Sport Village, ora gestito da una società privata convenzionata con Scs sino al 2025. La gestione verrà ricondotta ad un rapporto diretto con l'amministrazione comunale, proprietaria degli impianti".

 

Lungo periodo di gestione

"La convenzione – sottolinea Stefania Bonaldi – sarebbe in scadenza tra dieci anni, ma verrà allungata sino al 2040 a fronte dei corposi investimenti del socio privato: ampliamento del numero dei campi da gioco, manutenzione straordinaria sugli attuali campi coperti, realizzazione di un nuovo campo doppio con tribune. Viene inoltre sistemata l'area parcheggio nel rispetto della previsione urbanistica e quindi con fascia di rispetto della gronda, strada non asfaltata ma utilizzabile con la posa di un ghiaietto".

 

Pacchetto da 2 milioni

Il privato, secondo convenzione, s'impegna anche a riadattare il tetto della struttura di via Del Fante in corrispondenza dell'area comunale, inserendo anche l'urbanizzazione, ovvero l'illuminazione pubblica. Un pacchetto di lavori aggiuntivi che viene quantificato in 600 mila euro, ai quali vanno aggiunti altri 1,4 milioni di lavori già ultimati, per un totale di circa 2 milioni di euro. Cifre irraggiungibili per il Comune, che trova nel privato (in questo caso Stefano Agostino e Sonia Marchetti) un alleato indispensabile e di grandissimo valore nella promozione di servizi di alta qualità.

 

I primi frutti

"La riorganizzazione delle Partecipate – sottolinea il sindaco - comincia a dare concretezza. Del resto la delibera era molto precisa su come avremmo agito, la soddisfazione è che si sta procedendo, nonostante le difficoltà. Quali? Beh, dobbiamo tener conto delle dinamiche di tipo contrattuale e societario; sinceramente avrei voluto che la tempistica fosse più rapida, ma dal punto di vista tecnico e giuridico mi sono resa conto che servono altri passaggi".

 

La ricollocazione del teleriscaldamento

Il futuro? "Ci prepariamo ad affrontare un altro tema molto importante e delicato, la ricollocazione del teleriscaldamento, che sarà seguito dalla gestione di tutto il pacchetto della piscina, il bocciodromo e quant'altro".

 

Il compromesso al rialzo

La riorganizzazione delle Aziende Partecipate, per il sindaco sono "operazioni che devono servire per creare qualità e non disvalore. Non possono avere senso se metti sulla strada 20 dipendenti. Il presidio del Comune su questo aspetto sarà massimo, ma il tema è uno solo: il bilancio di Servizi Locali è passato da -400 mila a + 40 mila. Oggi e per i prossimi anni l'Ente locale non ha risorse per effettuare investimenti, per questo servono compromessi al rialzo", accordi lungimiranti col privato.

 

La sfida della piscina

In quest'ottica la futura gestione della piscina è vista come una "vera sfida". A breve si terrà un tavolo di lavoro al quale parteciperanno i vertici di Servizi Locali e i referenti dei comuni di tutto il Cremasco: il focus riguarderà proprio la piscina di Crema. "Al momento – commenta Stefania Bonaldi - non c'è grandissima consapevolezza sull'entità comprensoriale della piscina di Crema". Pare che i sindaci cremaschi non comprendano che si tratta di un problema di Scrp – quindi anche loro - e non solo di Crema.

 

Un problema comprensoriale

E' vero che dal punto di vista della collocazione il fatto che la piscina sia a Crema, così come la caserma dei vigili del fuoco, ad una prima analisi ci connota, però dati alla mano, il 30% utenti della piscina è di Crema, il restante 70% viene dal circondario. Inutile negare che una struttura come quella di via Indipendenza porta valore per tutto il territorio. Giustamente in questa fase i sindaci insistono sul loro efficientamento, altrimenti diventa faticoso mantenerle".

 

Il vincolo tariffario

In chiusura, il capitolo delle tariffe. In molti lamentano i costi eccessivi. Per il sindaco, in ottica futura, ovvero quando sarà stato trovato un socio privato per la gestione le tariffe dei vari servizi "dovranno essere vincolate al pronunciamento del consiglio comunale, per evitare che per fronteggiare gli investimenti, facendo leva sulle tariffa, queste strutture diventino realtà d' élite ".

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