03-01-2023 ore 20:44 | Politica - Crema
di Giovanni Colombi

Casa di Comunità. Crema aperta più denuncia: “struttura inadeguata”. La replica dell'Asst

Un taglio del nastro a inaugurare “una struttura inadeguata e vuota di servizi”. Così Crema aperta più ha aperto la conferenza stampa per denunciare che per la Casa di comunità “non servono nuovi cartelli ma servizi efficaci e reali”. Secondo l'associazione, guidata dalla presidente Cinzia Perucca, “la struttura individuata da Regione Lombardia, presso la palazzina dell'ex Asl di via Gramsci, è inadeguata sia per la posizione, per la carenza di parcheggi e per la presenza di barriere architettoniche che verranno rimosse forse nel 2024”.

 

Spreco di risorse

“Durante l'anno scorso la situazione dell'ospedale, del pronto soccorso e dei servizi sanitari di prossimità ha continuato a peggiorare, con chiusure più o meno temporanee di reparti come quello di psichiatria e carenza cronica di personale. I medici di base sono sempre più oberati e nel nostro territorio hanno in media 2 mila pazienti a testa con conseguenti insufficienti servizi. Inaugurare ufficialmente la struttura settimana prossima è una presa in giro. La Regione sta attuando una riforma solo di facciata, sprecando le risorse economiche messe a disposizione dal Pnnr e continua ad affossare la sanità pubblica a favore di quella privata”. La data di oggi non è casuale: esattamente un anno fa il gruppo di Crema aperta ha iniziato a raccogliere le firme dei cittadini, ad oggi oltre 5 mila, per chiedere di utilizzare gli spazi dell'ex tribunale come Casa di comunità.

 

La replica dell'Asst Crema

Non si è fatta attendere la risposta da parte della direzione dell'Asst Crema. “Siamo a conoscenza delle problematiche relative alla sede di via Gramsci, ma riteniamo la struttura idonea alla progettualità prevista”. Così il direttore generale Ida Ramponi, in vista della prossima inaugurazione della casa di comunità in programma nel pomeriggio di lunedì 9 gennaio con la partecipazione dell’assessore al welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso. “Quello previsto è un primo avvio nell’ambito della recente riforma regionale. Il presidio, sotto il nome di Casa di comunità, andrà ad ospitare alcuni servizi già esistenti, oltre al distretto cremasco, che farà capo a Giuseppe Albini e la centrale operativa territoriale (Cot) deputata al coordinamento delle attività finalizzate alla continuità assistenziale sul territorio e ad assicurare una corretta integrazione tra il comparto sociale e quello sanitario. Del coordinamento dei servizi si occuperà, invece, Guendalina Givoia”.

 

I servizi offerti

“Ad oggi la struttura – prosegue la Ramponi - ospita il punto unico di accesso (Pua), i servizi di scelta e revoca del medico e di raccordo con la medicina di base, il servizio di continuità assistenziale, il servizio sociale, l’assistenza domiciliare integrata e il servizio psicologico territoriale. E ancora, il centro adozioni, l’ufficio di protezione giuridica, le cure primarie, l’ufficio protesi, l’ambulatorio di medicina legale con le commissioni partenti e invalidi. Lì troveranno collocazione anche gli infermieri di famiglia. I restanti lavori di riqualificazione dello stabile verranno realizzati, come da cronoprogramma regionale, tra il 2023 ed il 2024”.

I prossimi lavori alla struttura
Riguardo alla mancanza di parcheggi, sottolinea il direttore generale, “sono in corso interlocuzioni con l’amministrazione comunale. Circa l’inaccessibilità della struttura a persone in sedia a rotelle di elevate dimensioni, a causa della carenza di un ascensore adeguato, si sta procedendo per l’affidamento dei lavori per la realizzazione di un ascensore esterno. Revocato il precedente affidamento a causa della mancanza di documentazione tecnica da parte degli incaricati, l’azienda si è mossa tempestivamente. È stata definita la collocazione dell’impianto elevatore in adiacenza all’ingresso principale con accessibilità da via Gramsci (anziché via Mercato). Già definite anche le caratteristiche e le dimensioni. Il professionista che si occuperà della revisione del progetto esecutivo dell’impianto e della successiva di direzione dei lavori è già stato individuato”.