Regione Lombardia ha ufficialmente accolto la domanda di accreditamento del Distretto cremasco del cibo presentata da Consorzio.it su mandato dei sindaci dell’Area omogenea cremasca. Con questa decisione, il Cremasco entrerà a pieno titolo tra i territori dotati di un Distretto del cibo, uno strumento previsto dalla normativa nazionale e regionale per rafforzare le filiere agroalimentari locali, sostenere le imprese, promuovere la sostenibilità e creare nuove opportunità di sviluppo economico e sociale. Frutto di un importante lavoro di condivisione, si pone come un grande risultato raggiunto dall'area omogenea cremasca.
Il progetto
Il sindaco di Pandino Piergiacomo Bonaventi ha condotto il progetto, con il supporto tecnico ed amministrativo di Consorzio.it e di Emanuele Cabini, con il sostegno di 50 sindaci del territorio, oltre che da enti e realtà associative, aziende agricole e produttori enogastronimici locali. Il Distretto del cibo mira a promuovere l’economia locale attraverso la valorizzazione del settore primario, la sostenibilità e la salute. Tra gli obiettivi dell'iniziativa spiccano: il rafforzamento delle filiere economiche locali; la promozione delle eccellenze enogastronomiche del territorio, come latte, formaggi, salumi, carni, ortofrutta, miele e altre specialità di filiera; lo sviluppo del turismo enogastronomico e delle attività ricettive come agriturismi; l’integrazione tra produttività agricola, tutela ambientale e benessere alimentare. Il distretto garantirà il sorgere di importanti sinergie produttive al fine di incentivare la filiera locale, con una particolare attenzione all'innovazione e alla formazione giovanile. Favorirà, inoltre, nuove produzioni agricole, modelli di crescita sostenibile e valorizzazione del territorio, in linea con le strategie europee e gli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Sforzo corale
Il riconoscimento ottenuto è, secondo il presidente dell'Area omogenea Gianni Rossoni, l'esito di uno sforzo corale: “Questo risultato è motivo di orgoglio per l’intero territorio. Non è il frutto del lavoro di un singolo, ma di una visione condivisa tra istituzioni, aziende, associazioni e cittadini - chiarisce - Con il Distretto cremasco del cibo potremo finalmente dare concretezza a una strategia di lungo periodo che punta a valorizzare le nostre eccellenze agroalimentari, sostenere l’innovazione e la sostenibilità nelle filiere produttive, creare nuove opportunità per le imprese e le giovani generazioni, promuovere il Cremasco come modello di sviluppo integrato, competitivo e innovativo”.
“Il distretto più grande della regione”
Come spiega il consigliere regionale Matteo Piloni, che ha proposto la realizzazione del distretto, “Il via libera della struttura di Regione Lombardia, condizione necessaria per partire, non solo dice che il progetto ha tutte le caratteristiche previste dalla normativa, ma che ora ci sono le condizioni per concretizzare il distretto, che sarà il più grande della Lombardia. Un passaggio che dovrà vedere protagoniste le aziende del territorio, in primis, e che dovrà continuare a vedere il sostegno delle istituzioni del territorio, a partire dall'Area Omogenea che, anche in questo caso, si conferma non solo un punto di riferimento ma una grande opportunità di sviluppo per il Cremasco. Ringrazio Consorzio.it e il dott. Emanuele Cabini per il supporto e il lavoro svolto".
Comunità rurali vive
“Si tratta di una battaglia che stiamo combattendo sul territorio per difendere, promuovere e tutelare la tipicità dei nostri prodotti e della nostra filiera enogastronomica - commenta il consigliere regionale Riccardo Vitari -. È fondamentale avere un Distretto del cibo anche nel Cremasco perché si tratta di una realtà che garantisce la sicurezza alimentare dei cittadini, riduce l’impatto sull’ambiente e contiene gli sprechi. Inoltre, vivifica le nostre comunità rurali rilanciando attività agricole e agroalimentari d’eccellenza e incentiva la nascita di nuove iniziative imprenditoriali grazie ai finanziamenti regionali”.