01-12-2023 ore 13:06 | Politica - Crema
di Andrea Galvani

Crema. Illustrato il bilancio di previsione 2024: la solidità e gli elementi di preoccupazione

“Anche un bilancio solido come quello di Crema rischia nel tempo di risentire delle dinamiche in corso”. Con la presentazione di ieri sera si è aperta la fase che porterà entro Natale alla discussione e all’eventuale approvazione del bilancio di previsione. L’assessora Cinzia Fontana ha illustrato nel dettaglio il documento, sottolineando che mentre ai comuni è richiesto di garantire il pareggio di bilancio, la manovra nazionale si può costruire in deficit, alleggerendo le amministrazioni locali di una pressione che nel tempo rischia seriamente di divenire insostenibile.

 

Il contesto

Il bilancio del comune di Crema, che pareggia a 42 milioni, è stato costruito in uno scenario politico internazionale “preoccupante, già fragile per gli shock senza precedenti degli anni scorsi: il conflitto in Ucraina dura da 650 giorni e la recrudescenza del conflitto israelo palestinese” formano una situazione geopolitica che inevitabilmente si ripercuote su tutti i sistemi socio economici, compresi quelli locali. Rispetto all’inizio dell’anno la situazione si è “ulteriormente indebolita, i dati Osce suonano l’allarme sull’economia globale”. L’eurozona è in particolare difficoltà: al rallentamento della crescita e alla pressione sul debito, seguono l’aumento dell’inflazione e la spesa dovuta ad interessi molto alti. Il tutto si traduce in una “erosione dei redditi reali per famiglie e imprese”.

 

Costi energetici

In questo contesto così complicato, ha ribadito Cinzia Fontana, “i comuni si trovano ad approntare il bilancio di previsione con alcuni elementi da tenere in grande considerazione”. Primo: “la necessità di mantenere alti finanziamenti per energia e riscaldamento”. Il comune di Crema nel 2019 ha speso 1,7 milioni di euro per le utenze, nel 2022 ha affrontato un aumento che sfiora il 50 per cento, salendo fino a 2,5 milioni. Se nel 2022 ha ottenuto contributi per 650 mila euro, la previsione 2024 mantiene i 2,5 milioni di spesa senza poter contare su risorse statali. Altrettanto complicata “l’esigenza di prevedere maggiori costi su molti beni e servizi che vengono acquistati dal comune per effetto dell’inflazion e: mensa, trasporto pubblico locale, contratti di servi vari, illuminazione pubblica, eccetera. Sono contratti, servizi in concessione in molti casi, che risentono degli aumenti”.

 

Investimenti e servizi

Il terzo elemento di preoccupazione riguarda “uno degli elementi che indicano il grado di crescita di un paese”. Gli “investimenti in costruzione” stanno registrando una forte pressione: “Nel 2023 stiamo vivendo un netto calo di oneri di urbanizzazione rispetto a quanto previsto all’inizio dell’anno. Inflazione e alti tassi di interesse frenano il mercato immobiliare e l’erogazione dei mutui. Inoltre, mancano gli incentivi fiscali”. Ultimo punto: “la domanda di servizi è in crescita, in quantità e qualità, in particolare nei servizi sociali e socio educativi”. La spesa sociale dei comuni è strettamente connessa alla tenuta sociale delle comunità. Il tema centrale è la tutela dei diritti dei minori, tutto scaricato sui bilanci dei comuni. Il 2023 ha fatto registrare l’esplosione del numero di minori non accompagnati, seguito dalla crescita degli affidi giudiziari; come ha sottolineato la vicesindaca, è “un segno della fragilità di molte situazioni famigliari”. I comuni devono affrontare “l’aumento vertiginoso della richiesta di assistenza educativa speciale, il Sap. A tutto ciò vanno aggiunti gli sfratti, ripresi di slancio dopo il Covid. Per i comuni significa dover affrontare “sfratti di famiglie con minori a carico”.

 

Il taglio governativo

Per Cinzia Fontana risulta “particolarmente amara la sorpresa di una manovra di bilancio, attualmente in discussione, che prevede il taglio di 200 milioni di euro l’anno, per i prossimi cinque anni agli enti locali. Un miliardo di riduzione dal 2024 al 2028, più 50 milioni per le province più 300 milioni per le regioni. Soprattutto la manovra contiene il mancato rifinanziamento del fondo affitti e del fondo morosità incolpevole, quindi taglio alle politiche per la casa e per il sostegno abitativo proprio nel momento in cui sono ripresi gli sfratti. È stato ridotto anche il fondo disabili proprio nel momento in cui è in esponenziale crescita la richiesta di accesso ai servizi”.

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