01-10-2019 ore 21:02 | Politica - Crema
di Andrea Galvani

Emergenza climatica, il consiglio comunale di Crema ha approvato la dichiarazione

Al termine di un corposo dibattito (un’ora e quaranta abbondante) il consiglio comunale di Crema ha approvato la dichiarazione di emergenza climatica (integrale in allegato) con 13 voti favorevoli, nessun contrario e un solo astenuto. La dichiarazione si basa sull’ultimo rapporto Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change), secondo il quale “un aumento delle temperature superiore a 1.5°C avrebbe effetti dirompenti su grandi parti del pianeta ed episodi metereologici violenti (caldo estremo, siccità, fortissime piogge). L’innalzamento dei livelli dei mari avrebbe conseguenze negative per milioni di persone a livello mondiale. La biodiversità verrebbe compromessa”. Vaste aree del pianeta andrebbero incontro a “desertificazione e problemi di carenza di acqua per l’irrigazione. Per contenere l’aumento delle temperature al di sotto di 1,5°C, il report Ipcc indica misure drastiche, come la riduzione entro il 2030 del 45% di emissioni di anidride carbonica rispetto ai livelli del 2010, e pone l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica (una situazione di totale rimozione/compensazione delle emissioni nocive) entro il 2050. Questo vorrebbe dire un cambio drastico di politica economica ed energetica a livello mondiale, con un forte ridimensionamento delle fonti fossili, non del solo carbone, ma anche di petrolio e gas naturale. Il mondo attuale capitalista non è assolutamente in grado di compiere un simile passo, come dimostra il fallimento di tutti i vertici internazionali che hanno cercato di mettere una pezza al problema del riscaldamento globale”.

 

La richiesta al Comune

Come spiegato dal sindaco il gruppo Fridays for future – che negli ultimi mesi ha organizzato tre iniziative pubbliche - a giugno ha consegnato un documento al sindaco e ottenuto venisse portato all’attenzione del consiglio comunale. Per il sindaco Stefania Bonaldi “che ci sia un’emergenza climatica è un dato assodato”, come dimostrato anche da quanto accaduto nel Cremasco lo scorso mese di agosto (qui il dettaglio). “I danni all’ambiente e l’inquinamento hanno evidenti correlazioni anche sulla salute pubblica. Il Comune di Crema e il territorio cremasco sono trasversalmente impegnati nella tutela ambientale, nello sviluppo della ciclabili e di un servizio di mobilità sostenibile adeguato. Certo si può fare di più”. Il documento dei giovani - “che hanno il diritto di essere radicali” - è stato mediato dal sindaco, che ha proposto un emendamento, “nella ricerca di trasversalità e convergenza”. In sostanza, il Comune ha deciso di “esprimere la propria condivisione circa i contenuti generali, traendo dalle specifiche richieste avanzate eventuali indirizzi per l’azione amministrativa”. Per la Lega, Andrea Agazzi ha sostenuto che “i ragazzi protestato perché negli anni li abbiamo presi in giro. Abbiamo consentito alle aziende di inquinare quanto facevano prima fatto salvo di andare a piantumare qualche albero qua e là”.

 

Sovranisti, gas serra, infrastrutture

In sostanza, “il mondo globale è in competizione e noi dell’Unione Europea ci sentiamo responsabili di tutto”. Paradossalmente quindi, “Greta Thunberg è la prima alleata dei sovranisti e del presidente Trump, unico ad avere avuto il coraggio di mettere i dazi contro Paesi che non hanno alcuna tutela dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori”. Per Francesco Lopopolo (Cittadini in Comune) “è necessario inquinare meno e produrre meglio; la sana politica deve accogliere il grido dei giovani, senza demagogia e senza banalizzare”. Secondo Marcello Bassi (Crema bene comune) “il pianeta sopravviverà anche con l’aumento delle temperature e degli uragani. Forse non sopravviveranno gli umani. Il problema principale riguarda i gas serra. Le migrazioni di oggi sono una goccia in un oceano, se in futuro non risolveremo il problema dei cambiamenti climatici”. Secondo Laura Zanibelli, di Forza Italia, “la politica deve fare uno sforzo in tema energetico e favorire le imprese nella creazione di infrastrutture adeguate, dall’elettrico al riuso, passando dall’intelligenza artificiale”. L’emendamento ritocca al ribasso la dichiarazione dei giovani “perché le richieste sono troppo stringenti. Vorrei invece che il Comune e il Consiglio non si limitasse a dire ‘siamo tutti d’accordo’, ma promuovesse iniziative premiali per tutti quanti investono in tecnologie innovative. Convertirsi a livello di produzione non è a costo zero”.

 

La casa brucia ora”

Citando la relazione dell’Onu sul clima (qui il dettaglio), dedicata ad evitare “il punto di non ritorno per gli esseri umani” possibile solo lavorando alacremente sul contenimento delle emissioni di gasa effetto serra, Tiziana Stella (Crema città della bellezza) ritiene importante lavorare “sulla sensibilizzazione dell’opinione pubblica e degli amministratori”, favorendo ogni iniziativa capace di promuovere informazioni ed esempi concreti per adottare un corretto stile di vita. “Ammorbidire e rendere meno intensa la richiesta dei giovani è un ulteriore fallimento della politica” ha sostenuto Emanuele Coti Zelati (Sinistra) riprendendo l’emendamento del sindaco e l’intervento di Laura Zanibelli: “la casa brucia ora. Dobbiamo essere coraggiosi, non temere di andare a cozzare contro qualcuno. Non serve cercare consenso a discapito della vicinanza. Per questo voto contro all'emendamento e mi astengo sul documento emendato”. Secondo Jacopo Bassi (Pd), “è opportuno implementare nel Cremasco un sistema di economia circolare”. Ovvero “diventare Carbon zero entro pochi decenni, coinvolgendo Area omogenea, associazioni di categorie, realtà civiche, università, Reindustria, Consorzio.it)”. Il tutto per “avviare una transizione verso un modello di crescita più pulito, lasciando da parte i parolai che inquinano il dibattito sull’ambiente con battaglie ideologiche ormai fuori dalla storia”.

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