01-01-2026 ore 20:39 | Politica - Crema
di Gloria Giavaldi

Beretta: ''Crema non ha una guida, il sindaco nelle mani di un partito senza direzione''

“Crema non ha più un sindaco. Ha un candidato sindaco, il candidato sindaco del Partito democratico Fabio Bergamaschi. Ha aperto la campagna elettorale con ben due anni di anticipo”. Si presenta in redazione di prima mattina, Simone Beretta, consigliere comunale a Crema di Noi moderati, “pronto a rispondere a tutte le domande”, con un fare scoppiettante, perfettamente adeguato al clima tipico dei primi giorni dell'anno. “Dopo che il Pd ha messo in giunta e nello staff del sindaco due uomini forti, Bergamaschi ha smesso di essere una guida per la città di Crema. Autorevole? Non lo è mai stato, continua con fare autoritario non rendendosi conto che di fatto le decisioni le prendono gli altri”. Per Laura Zanibelli di Forza Italia è “eteroguidato”, per Andrea Bergamaschini della Lega è “telecomandato”, per Beretta è “spettatore di se stesso, nelle mani di un partito senza visione e strategia che esercita il potere fine a se stesso, con l'esigenza di vivere e di esserci a tutti i costi. Ad ogni costo. Persino Agostino Alloni, di recente, si è rimaterializzato a difesa del Pd, non certamente a tutela degli interessi pubblici”. Del resto Bergamaschi, “non è stato sostenuto nemmeno dal precedente sindaco Stefania Bonaldi che nel secondo mandato si era inventata il meccanismo del vicesindaco a rotazione, pur di non conferire l'incarico all'attuale sindaco”. Pardon, “al candidato sindaco del Pd”.

 

'Serve una strategia'

Spenta la miccia, Beretta entra nei temi. “Il bilancio approvato? Di una tristezza infinita. Io non ho capito qual è l'idea di città che il centrosinistra ha in mente. Vedo solo che quando non sa cosa dire tira in ballo il welfare. Gli ex Stalloni? Diventeranno una cittadella del welfare, appunto. Ma questa giunta, fiera del concambio con regione ex Stalloni/ex Tribunale non ha capito che tutto ciò gioverà prioritariamente alla regione. Non si può pensare ad una riqualificazione così importante senza una strategia complessiva, così come non si può pensare alla realizzazione di opere strategiche senza una condivisione preventiva”. Il riferimento è chiaramente al ponte di via Cadorna, che, “comunque vada, sarà per l'amministrazione una pietra tombale”. “La giunta e la maggioranza procedono senza un dialogo costruttivo con le minoranze, senza rendersi conto che tra un anno e mezzo potrebbero non trovarsi più a gestire certe progettualità cruciali per il futuro della città. Il centrodestra, da questo punto di vista, ha mostrato sin da subito un diverso approccio nell'affrontare questioni essenziali per il domani di Crema e certamente continuerà nel solco di un dialogo costruttivo e sinergico. Perchè certe partite non vanno affrontate con l'intento di mettere la bandierina. Bisognerebbe saper guardare oltre e, davvero, lavorare insieme per la città”.

 

'Qualcosa non va'

Beretta poi passa in rassegna quelli che, a suo avviso, sono demeriti ascrivibili alla giunta Bergamaschi. “Stanno riempiendo la città di nuovi parchi. Benissimo e poi? Qual è la strategia per il parco della Pierina? Ricordo al candidato sindaco del Pd che la città sta ancora attendendo buone nuove su Finalpia, dopo le promesse di Guerci che suonano anche come una denuncia verso chi lo ha preceduto”. E ancora, “le farmacie comunali sono state depauperate. Oggi torna di moda parlare dell'ex università come sede dell'Its. Io vorrei dire a Bergamaschi che per l'Its basterebbero tre o quattro aule di una scuola superiore. Perché non utilizzare quello stabile per altro o metterlo sul mercato? Del resto, è stata la sinistra ad attrarre l'università ed è stata la sinistra a perderla”. Sul welfare, “dico solo una cosa: si predica benissimo e si razzola malissimo. Di strada da fare per l'accessibilità della nostra città ve ne è ancora parecchia, ma, vedete, l'inclusione non si fa solo a parole”. Beretta è critico anche rispetto alla figura di Cristina Piacentini, referente del comitato Zero Barriere e candidata nella scorsa tornata elettorale in una lista civica a sostegno di Fabio Bergamaschi: “l'impegno per l'inclusione è lodevole, ma chi riveste certe cariche non dovrebbe schierarsi, l'inclusione richiede uno sforzo condiviso”.

 

Sicurezza, Rei, Padania Acque

Sulla sicurezza si calma: “che un problema esista è evidente e riguarda soprattutto la percezione di insicurezza che i cremaschi avvertono in città. Non basta dire che gli episodi sono limitati. Quando succederà qualcosa di preoccupante cosa farà il sindaco? Si dimetterà? La questione della sicurezza non può ridursi ad un rimbalzo di responsabilità tra i vari livelli istituzionali, è da affrontare con serietà. Fa piacere che anche la maggioranza lo abbia capito, forse un po' tardi e in un periodo prossimo alle elezioni”. Su Reindustria e Padania Acque inizia a gesticolare: “il candidato sindaco del Pd ha fatto una magra figura e si è mostrato senza filtri: un uomo pieno di sé, che non si rende conto di non essere autonomo nelle sue scelte. Autoritario, ma non autorevole. La decisione presa su Rei andava presa 20 anni, è criticabile la modalità adottata dal sindaco di non mettere nero su bianco in commissione garanzia una decisione già assunta. Padania Acque? Io credo di essermi astenuto, ma non è così che ci si confronta nelle sedi istituzionali: Bergamaschi non sa reggere il confronto, è un dato di fatto”.

 

Il centrodestra

Rientrato nel centrodestra dopo una parentesi in Italia Viva “vista la grande svolta di Renzi verso il Pd e il M5s, che è la peggiore esperienza politica di sempre”, Beretta si è accostato “con serenità” a Noi moderati. “Sono parte attiva nel centrodestra di Crema e, con tutte le forze della coalizione, sto lavorando ad una proposta credibile e ben articolata in vista delle prossime elezioni amministrative. Il candidato? Sarà comune, condiviso e conosciuto. La città di domani dovrà essere più ordinata e meglio collegata alla Lombardia, all'Italia e al mondo intero. La tangenzialina? A confronto è una fake news”. In chiusura “vorrei dire al candidato sindaco del Pd che non ho apprezzato le critiche avanzate alla minoranza. Io sono più vecchio di lui sul piano fisico, ma sul piano del ragionamento tra me e lui corre un abisso”. Insomma, visti i presupposti, sarà un 2026 davvero scoppiettante.