
Negli ultimi cinque giorni a Fiesco si sono registrati, intorno alle ore 19, quattro blackout di energia elettrica, interessando in particolare via Aporti e via Silvio Pellico. Episodi che, pur creando inevitabili disagi ai cittadini, rappresentano il segnale di una rete che fatica a sostenere i nuovi carichi energetici. La situazione ha stimolato una riflessione del primo cittadino Nicola Fava: “negli ultimi mesi è diventato sempre più evidente che la rete elettrica nazionale, gestita da E-Distribuzione in molte aree della Lombardia, si trova ad affrontare una sfida senza precedenti. Gran parte delle infrastrutture è stata progettata in un'epoca in cui i consumi elettrici erano molto inferiori agli attuali e, soprattutto, alle esigenze che il paese dovrà sostenere nei prossimi anni. La Lombardia, in particolare, è destinata a vedere una crescita significativa della domanda di energia a causa dello sviluppo di nuovi data center, strutture indispensabili per la digitalizzazione, ma caratterizzate da consumi energetici estremamente elevati. A questo si aggiungono la diffusione delle pompe di calore, la mobilità elettrica e l'elettrificazione di molti processi produttivi e domestici”.
Le Cer
“Di fronte a questa situazione, limitarsi alle lamentele o alle rimostranze serve a poco. L'ammodernamento delle infrastrutture richiederà tempo e ingenti investimenti”. Secondo Fava la strada è tracciata dalle comunità energetiche rinnovabili: “Entrare a far parte di una Cer, non solo come consumatore ma soprattutto come produttore di energia, significa installare un impianto fotovoltaico sul proprio tetto e condividere l'energia prodotta con la comunità locale. L'energia consumata direttamente nel luogo in cui viene prodotta riduce infatti la quantità di elettricità che deve transitare sulle linee di distribuzione, alleggerendo il carico della rete e contribuendo a diminuire il rischio di sovraccarichi e blackout”.
Partecipazione attiva
La leva da esercitare per migliorare la situazione è rappresentata, secondo Fava, “dalla partecipazione attiva dei cittadini”. “Ogni nuovo impianto fotovoltaico, ogni famiglia che aderisce a una Comunità energetica, ogni chilowattora prodotto e consumato localmente rappresenta un passo verso un sistema più resiliente, sostenibile ed efficiente. Le Cer rappresentano un'opportunità economica importante grazie agli incentivi messi a disposizione dallo Stato e dall'Unione Europea, strumenti fondamentali per sostenere la transizione energetica e accompagnare la crescita della domanda di elettricità”.
Un invito ai cittadini
Infine un invito a ciascuno di noi: “iscrivetevi alle Cer del vostro territorio e, se ne avete la possibilità, valutate la realizzazione di un impianto fotovoltaico. È un investimento che porta benefici alla propria famiglia, alla comunità e all'intero sistema elettrico. Non chiedetevi che cosa il vostro Paese può fare per voi; chiedetevi cosa potete fare voi per il vostro paese. Oggi quel messaggio può essere adattato alla realtà delle nostre comunità: non aspettiamo che siano sempre gli altri a risolvere i problemi. Chiediamoci cosa possiamo fare noi per il nostro territorio. Le comunità energetiche rinnovabili rappresentano una delle risposte più concrete e immediate che abbiamo a disposizione”.