
“Negli ultimi anni i professionisti sono sempre meno ascoltati nelle loro esigenze e sempre più costretti a una burocratizzazione del lavoro”. Alessandro Inzoli di Cisl medici e Silvia Galvani di Aupi (Associazione unitaria psicologi italiani) intervengono sulla situazione del personale presso l'Asst di Crema con particolare riguardo alla dirigenza medica e sanitaria. “Prevale, nella direzione impressa in azienda alla dirigenza medica e sanitaria, un'interpretazione timorosa e restrittiva delle norme che tendenzialmente non riconosce l’impegno professionale e frena le volontà di innovazione e progressione scientifico-clinica”.
'Un freno alle energie positive'
“All’interno della professione medica e della dirigenza sanitaria appare diffusa la sensazione di un freno alle energie positive (che potrebbero diventare trainanti) a favore di una lettura formale e burocratica dell’organizzazione aziendale. Questo, associato alle difficoltà di sviluppo delle professioni sanitarie, alla mancata valorizzazione delle risorse interne e alla sempre più ridotta possibilità di conciliazione tra i tempi di vita lavorativa e quelli di vita personale/familiare sta rendendo sempre meno attrattiva l’Asst di Crema, e in particolare il lavoro ospedaliero, in un circolo vizioso che non sembra poter trovare a breve una inversione di tendenza”.
'Serve maggior ascolto'
“Il ricorso prima ai gettonisti e poi ai liberi professionisti, pagati con altre voci di bilancio (spese per beni e servizi) molto meglio remunerate genera malcontento tra i dipendenti e un sempre più ridotto senso di appartenenza aziendale. Mina, inoltre, il principio della continuità assitenziale, fondamentale quando si parla di cronicità. E’ necessario invertire la tendenza con un maggiore ascolto e accoglienza delle richieste dei dirigenti medici e sanitari per evitare ogni ulteriore depauperamento di risorse umane e, se possibile, tornare attrattivi grazie anche a un rinnovato clima aziendale”.