27-05-2020 ore 14:45 | polocosmesi
di Lisa Dansi

Covid19. Polo della Cosmesi, nuove abitudini di consumo e di comunicazione

Dopo mesi di fermo, di smart-working, di distanziamento sociale, il pensiero va tutto a come sarà il post covid19 e alle nuove soluzioni per presentare prodotti e servizi. Ci si chiede quale sarà la reazione dei buyer alle fiere virtuali e come sarà l’approccio dei consumatori finali al mondo beauty. Una cosa è certa: la pandemia ha velocizzato alcuni cambiamenti in atto già da tempo e gli imprenditori sono concordi nell’affermare che “Alcune abitudini adottate durante i mesi della pandemia rimarranno anche una volta superata l’emergenza”.

 

Igiene e sicurezza dei cosmetici

Secondo Matteo Moretti, presidente di Lumson: “alcune delle abitudini adottate in questi mesi diventeranno la nuova normalità anche dopo il superamento della crisi e di conseguenza gli atteggiamenti, le attività di marketing e i modelli di comunicazione dovranno da subito essere rivisti e adattati al new normal. Molte esperienze digitali sostituiranno quelle di persona e dovremo essere capaci di anticipare le esigenze dei nostri clienti e saperli coinvolgere, anche da remoto, offrendo loro una sensazione di connessione in tempo reale. Ci sarà anche una maggiore consapevolezza verso tematiche come l’igiene e la sicurezza dei cosmetici: noi lo stiamo già osservando. Sta crescendo considerevolmente la richiesta di packaging di soluzioni “touchless”: airless di nuova generazione, che preservano il prodotto dalla contaminazione e garantiscono l’assoluta inviolabilità del contenuto. Il tutto senza dimenticare la sostenibilità, un elemento sempre molto vivo nell'interesse dei consumatori. Per superare questo momento occorre molta forza, resilienza, empatia, flessibilità, serietà. Serietà che significa anche onorare gli impegni e rispettare i pagamenti: un elemento imprescindibile per la tenuta del sistema”.

Digitalizzazione ed esperienze virtuali
Itit è stata tra le prime aziende a presentare la nuova collezione ai clienti utilizzando gli strumenti digitali e la modalità si è rivelata un ottimo strumento di interazione anche se l'aspetto personale rimane una componente fondamentale della relazione azienda-cliente. “Non appena abbiamo saputo che Cosmoprof sarebbe slittata così come altre fiere del settore, abbiamo studiato un modo alternativo per presentare le novità e mantenere viva la relazione con i clienti – racconta Mirco Panico, Ceo di Itit Cosmetics - il pensiero è corso subito a presentazioni virtuali, a cui avremmo poi fatto seguire l'invio di campioni appena possibile. Inizialmente alcuni clienti hanno mostrato un certo scetticismo, ma dopo la presentazione si sono ricreduti e hanno molto apprezzato l’iniziativa. Il banco di prova è stata la collezione Clean Beauty: 4 prodotti occhi e labbra, che hanno come comun denominatore ingredienti naturali e biologici e formule rispettose della pelle e dell’ambiente. L’aspetto più complesso è stato quello di riuscire a trasmettere da remoto, e solo virtualmente, la sensorialità e la piacevolezza cosmetica dei prodotti. Dal canto nostro, abbiamo cercato di colmare la distanza fisica con immagini emozionali, teaser e tutorial. Risultato? Direi positivo, anche se gli incontri vis à vis e le strette di mano mancano a tutti. Sono convinto che, nonostante l’aspetto umano rimanga fondamentale, molte delle modalità di lavoro entrate a far parte del nostro quotidiano durante la pandemia non scompariranno con la fine dell’emergenza e anche per il mondo cosmetico si aprirà una nuova era fatta (anche) di digitalizzazione e di esperienze virtuali”.


Sicurezza del personale

Mario Musolino, amministratore delegato del Gruppo Induplast è fermamente convinto della necessità di una ripresa in sicurezza, ma anche che le aziende “sane” onorino i pagamenti e gli impegni presi. “Queste settimane di lockdown sono state difficoltose per tutti. Il Gruppo Induplast ha dato priorità alla sicurezza del suo personale, privilegiando per le squadre commerciali lo smart working. Una soluzione che riteniamo sia da privilegiare, ove e quando possibile, fino alla fine dell’emergenza. Abbiamo rimodulato l’organizzazione del lavoro ed i carichi produttivi cercando di mantenere le squadre al minimo, per rispettare le urgenze e privilegiare la produzione di flaconi idroalcolici per combattere il Covid-19. I danni per il settore sono stati numerosi, sia a livello economico per la diminuzione della domanda di alcune categorie di prodotti cosmetici, sia a livello finanziario per le difficoltà di pagamento di alcuni clienti. Ai nostri clienti abbiamo richiesto il rispetto delle scadenze di pagamento, al fine di poter pagare a nostra volta i fornitori. Riteniamo importante che tutte le aziende sane facciano la loro parte, rispettando le scadenze dei propri pagamenti senza ricorrere alla scusa del virus per posticipare quanto dovuto. Tutte le aziende italiane devono agire al meglio affinché l’emergenza sanitaria non si trasformi in emergenza finanziaria; un rischio ancora più grande per tutte le realtà di piccole-medie dimensioni che fanno ricorso al credito e che servono clienti grandi o molto piccoli”.

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