27-03-2026 ore 20:12 | Economia - Sindacati
di Gloria Giavaldi

Asst Crema, 'difficili condizioni organizzative'. Usb chiede alla direzione 'maggior dialogo'

“La carenza di personale? Mi spiace dirlo, ma è solo una delle problematiche che l'ospedale di Crema sta vivendo in questo periodo. A questa si sommano difficili condizioni organizzative, che, in alcune situazioni, mettono a rischio la tenuta del servizio. E quando il servizio riguarda la salute della comunità è chiaro che la preoccupazione aumenta notevolmente”. Lo dice con tono palesemente preoccupato e dispiaciuto Roberto Ripamonti, dell'Unione sindacale di base, che aggiunge: “sulle difficoltà organizzative, da tempo stiamo avanzando le istanze alla direzione strategica. Capiamo le abbiano ben presenti, ma di fatto vengono offerte poche soluzioni. Il dialogo con la componente sindacale avviene secondo modalità non corrette, soprattutto nei tempi ed il più delle volte è difficoltoso”. La critica mossa alla direzione strategica è di essere “ferma sulle proprie posizioni, trincerata, dando attuazione ad una visione unilaterale e non condivisa. Quindi, la nostra prima istanza è proprio questa: fare in modo che il dialogo con la componente sindacale sia reale e che ci sia un ascolto attivo delle richieste dei lavoratori, senza restare chiusi nelle quattro mura di palazzo. Serve creare ed alimentare un sistema di relazioni costanti”.

 

Coltivare l'ascolto

Per aver chiaro le esigenze e le istanze del personale, il sindacato ritiene utile, “effettuare una mappatura. Tutto ciò richiede, ovviamente, una maggiore capacità di ascolto, di dialogo e di indagine ed il desiderio di comprendere davvero in quali condizioni lavorano le persone”. È chiaro che “sulla scelta di abbandonare un presidio periferico impattano condizioni di welfare differenti garantite altrove. La decisione di non aiutare adeguatamente i piccoli centri nella costruzione di un'attrattività per i professionisti ha radici e responsabilità a livello regionale, tuttavia a livello locale si potrebbe generare un dialogo con il sistema cittadino per l'attuazione di differenti politiche dell'abitare a sostegno degli operatori sanitari e per migliorare le condizioni di vivibilità”.

 

La carenza di personale

“Come ben capite, tutto questo ha poco a che fare con la carenza d'organico, che comunque ha la sua importanza”. La piaga è diffusa a livello nazionale e grave “nei piccoli centri”. “A Crema si è registrato un preoccupante calo di personale al laboratorio analisi e al trasfusionale, tale da mettere a rischio la tenuta del servizio: si tratta di due strutture importanti per la cura di ciascuno di noi. Anche alla portineria, ad esempio, vi sono difficoltà organizzative. Insomma, la situazione è preoccupante nella sua totalità e impatta sulla qualità del servizio”. Ripamonti non nasconde “la consapevolezza di una mancanza di una strategia chiara a livello politico, funzionale a valorizzare il settore pubblico, rispetto a quello privato. Va ripensato e riorganizzato il sistema sanitario, soprattutto a fronte del fatto che la popolazione italiana è sempre più vecchia”. Anche il distretto cremasco non è esente da questa tendenza: il numero di malati cronici è in crescita, “eppure mancano medici, mancano medici di base, manca personale dedicato alla cura, perchè vi è una politica senza una regia, incapace di ascoltare davvero”.