26-10-2018 ore 20:44 | Economia - Sindacati
di Giovanni Colombi

Si Cobas, presidio davanti alla Violetta Cosmetics. L'azienda respinge le accuse

Stamattina si è tenuto un presidio davanti alla Violetta Cosmetics organizzato da Si Cobas. Una trentina di persone si sono radunate, in zona Pip a Crema, davanti ai capannoni dell'azienda terzista in ambito cosmetico, scioperando contro le condizioni poste ai lavoratori. Come spiega il referente della Si Cobas, Fulvio De Giorgio, “siamo qui per denunciare le condizioni di lavoro non regolari nelle quali si trovano ad operare 140 lavoratori, per la maggior parte donne straniere. Non vengono rispettate le condizioni di sicurezza, lavorano in ambienti dove d'estate si patiscono temperature elevate e di inverno si gela dal freddo. C'è un solo un solo spogliatoio per tutti e quando fanno gli straordinari vengono retribuiti con dei buoni pasto”.

 

Il passaggio dall'azienda alla cooperativa
“Il sindacato ha iniziato lo stato di agitazione e ha mandato – prosegue De Giorgio – una diffida all'azienda per la cessione del ramo d'azienda alla cooperativa Giaele. Nella comunicazione, alle lavoratrici veniva assicurata la prosecuzione del rapporto di lavoro alle dipendenze della cessionaria, con conservazione dei diritti e dei trattamenti economici e normativi già in essere. Alle lavoratrici è stata consegnata una comunicazione, con la stessa data della cessione, con la quale veniva attribuito loro lo status di socio, nonostante le stesse non avessero mai proposto domanda di ammissione alla compagine sociale, ma il loro passaggio da una società all’altra sia stato sostanzialmente imposto dalle datrici di lavoro”.

Meno soldi in busta paga
Conclude il referente del sindacato, “l’operazione di cessione di ramo di azienda è stata fatta dopo un numero rilevante di anni in cui tra le due società era in atto un contratto di appalto per le stesse lavorazioni. Riteniamo che l'operazione societaria è simulata tenuto conto che cedente e cessionaria e, prima, committente e appaltatore, altro non sono che madre e figlia. Inoltre, in violazione delle disposizioni di legge, alle lavoratrici è stato imposto il trattamento economico e normativo applicato dalla società cessionaria e non la conservazione dei diritti preesistenti. In poche parole percepiscono in busta paga meno rispetto a prima”.
 

La risposta dell'azienda

L'azienda in serata tramite il proprio legale, l'avvocato Pasquale Calvino, ha mandato un comunicato in risposta alle accusa mosse da Si Cobas: “Violetta Cosmetics e la cooperativa Giaele affermano con forza che non esiste alcune plausibile motivazione a sostegno dello sciopero effettuato oggi. Quanto lamentato si bassa su fatti completamente insussistenti: l'azienda e la cooperativa hanno sempre attentamente osservato le norme di legge e di contratto in materia del lavoro e della sicurezza, così come assolutamente legittimo e genuino si presenta l'appalto intercorrente tra le due strutture, tutte questioni per di più verificate dagli organi ispettivi competenti”.
 

Scarsa partecipazione
“Prova ulteriore – prosegue il comunicato – dell'assenza di problematiche in tema di condizioni di lavoro e poi data dalla scarsissima partecipazione all'iniziativa di Si Cobas, cui ha aderito appena il 7% dei lavoratori. Per nascondere questo dato hanno dovuto chiamare a raccolta fuori dai cancelli dell'azienda propri simpatizzanti completamente estranei alla Violetta Cosmetics e alla cooperativa. Ora il timore della maggior parte dei dipendenti della cooperativa è che infondate ed infamanti iniziative come quella odierna possano in concreto solo nuocere al buon nome delle società datrici presso i clienti, mettendo a rischio i loro posti di lavoro. Tanto Violetta Cosmetics, quanto la cooperativa Giaele, stanno valutando le più opportune iniziative a tutela delle rispettive aziende e dei loro lavoratori”.

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