25-10-2025 ore 14:25 | confartigianato
di Giovanni Colombi

Confartigianato Crema. Soffientini: ''La Legge di Bilancio appare responsabile e equilibrata''

“In attesa di conoscere approfonditamente i dettagli delle singole misure, la Legge di Bilancio varata dal Governo appare responsabile e ispirata a criteri di equità”.  E’ il giudizio espresso dal Presidente di Confartigianato Imprese Crema Pierpaolo Soffientini riprendendo la posizione della confederazione nazionale sulla manovra del Governo Meloni.
 

In particolare Confartigianato giudica positivamente gli interventi sulla riduzione delle aliquote Irpef e quelli finalizzati ad incentivare ulteriormente la contrattazione di produttività.
 

“Ben vengano le misure per ridurre strutturalmente il costo del lavoro”, ha proseguito il presidente Soffientini. “Tuttavia la determinazione dei salari e delle condizioni dei rinnovi contrattuali devono restare una prerogativa delle parti sociali”. Altrettanto positivo il commento di Soffientini sugli interventi a favore degli investimenti delle imprese. “Ci auguriamo – ha sottolineato – che, nella loro concreta attuazione siano facilmente accessibili per tutte le dimensioni d’impresa”.
 

Infine per il presidente della Confartigianato Crema “va nella giusta direzione la decisione di mantenere le detrazioni per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di prorogare il bonus mobili, così come il rifinanziamento della legge Sabatini coglie la necessità di sostenere gli investimenti, con l’auspicio che le risorse dedicate siano congrue per coprire il fabbisogno del 2026”.
 

Naturalmente in questo periodo continuerà l’attività di lobby della Confartigianato per far sì che possano essere accolte o migliorate le proposte già avanzate in sede di audizione con l’esecutivo.
 

“Al Governo la nostra confederazione ha puntualizzato come la Legge di Bilancio dovesse avere un approccio realistico e concreto – ha spiegato Pierpaolo Soffientini – centrato sulla stabilità dei conti pubblici, efficienza della spesa e valorizzazione dell’impresa diffusa, considerato che, nonostante segnali positivi sul piano economico e politico, non si può ancora parlare di vera ripresa. Occorre, quindi, adottare un ‘metodo artigiano’: usare bene le risorse disponibili, con visione di lungo periodo e attenzione ai territori”.
 

I punti focali evidenziati da Confartigianato riguardano in primis una riforma fiscale equa, con riduzione dell’IRPEF per tutte le persone fisiche, eliminazione dell’IRAP per le società di persone, la stabilizzazione delle detrazioni edilizie per almeno un triennio, le misure per incentivare il passaggio generazionale delle aziende, l’abolizione di adempimenti superati come reverse charge e split payment, e una semplificazione delle misure a sostegno degli investimenti, in particolare per le piccole imprese.
 

Inoltre è stata sottolineata l’esigenza di un’attenzione specifica al credito, per facilitare l’accesso ai finanziamenti da parte delle micro e piccole imprese, e una riduzione dei costi dell’energia delle imprese manifatturiere non energivore.
 

Sul fronte del lavoro, Confartigianato ha proposto di rilanciare l’apprendistato con decontribuzione triennale, incentivare l’alternanza scuola-lavoro, rendere strutturali gli incentivi per l’assunzione di giovani e donne, rafforzare il welfare bilaterale, e sostenere la formazione continua, eliminando il prelievo sui Fondi Interprofessionali.
 

E’ urgente rilanciare un’alleanza stabile tra scuola, formazione tecnica e mondo del lavoro, - ha precisato il presidente di Confartigianato Crema – affinché le nuove generazioni possano acquisire sin dall’inizio del proprio percorso educativo le competenze richieste dalle imprese orientate alla transizione green e alla sostenibilità. Serve una riforma della formazione tecnica e professionale che metta l’ambiente e l’efficienza energetica al centro dei programmi scolastici, rafforzando i percorsi di istruzione duale e di apprendistato”.
 

“Questa è una vera e propria urgenza per le imprese, soprattutto quelle artigiane. – ha concluso Soffientini – Nell’analisi effettuata dal nostro Ufficio Studi nazionale e presentata in occasione dell’evento che ha inaugurato la Settimana dell’Energia e della Sostenibilità, è emerso che nel 2024 le imprese italiane non sono riuscite a reperire 2.197.620 figure professionali con un’elevata attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale. A fronte, infatti, di una previsione di assunzione di di 4.447.370 lavoratori con competenze green, pari all’80,6% del totale delle assunzioni dell’anno, il 49,4% di queste professionalità, corrispondenti appunto a 2,2 milioni di lavoratori, sono state difficili da trovare sul mercato del lavoro”.