25-03-2020 ore 10:45 | Economia - Aziende
di Claudia Cerioli

Dpcm 22 marzo, l’impatto sulle aziende del Cremasco: chiuse o aperte a ranghi ridotti

Per oggi, mercoledì 25 marzo, a livello nazionale, i sindacati hanno indetto uno sciopero di 8 ore. Il motivo della protesta riguarda il numero di aziende (ritenuto eccessivo) lasciate aperte dal nuovo Dpcm del 22 marzo. Nel Cremasco molte aziende hanno optato per la chiusura e quelle che hanno potuto hanno ridotto i ranghi al minimo oppure hanno fatto ricorso allo smart working. Vediamo cosa hanno deciso di fare alcune tra le principali aziende del territorio.

 

Chromavis Offanengo

Da poco trasferita nella nuova sede di Offanengo, la Chromavis è chiusa dal 23 marzo al 3 aprile e tutti i dipendenti usufruiscono di ferie, riposi e cassa integrazione come previsto dall’art. 19 del DL Cura Italia del 17 marzo 2020. “Nelle scorse settimane - spiegano dall'azienda - sono stati rivisti i turni di lavoro, togliendo quello notturno in buona parte dei reparti e applicando tutte le disposizioni dei Dpcm. Per una parte del personale è stato adottato lo smart working. Adottati i dispositivi di protezione individuale, particolare attenzione viene prestata nella pulizia quotidiana delle aree lavoro e delle aree comuni”. Una riflessione è doverosa sul futuro dell’economia del territorio: “al momento è difficile fare previsioni. Le priorità sono la gestione quotidiana e la salute dei nostri dipendenti. Stiamo ragionando su diversi scenari per il futuro tenendo conto che dobbiamo interfacciarci con la situazione dei vari Paesi in cui operano i nostri clienti. L’obiettivo è, ovviamente, tornare operativi non appena le condizioni lo consentiranno”.

 

Ancorotti Cosmetics

La Ancorotti Cosmetics è chiusa da ieri, martedì 24 marzo. Ne abbiamo parlato direttamente con il titolare Renato Ancorotti: “Ieri abbiamo ultimato le ultime consegne del materiale già pronto ed ora rimaniamo chiusi fino al 3 aprile. Poi si vedrà. Ci siamo sempre attenuti alle indicazioni mantenendo le dovute distanze e abbiamo fornito a tutti i dipendenti i Dpi”. Ancorotti fa anche una breve riflessione sull’impatto economico che questa emergenza avrà sulle aziende: “A livello economico ne risentiremo sicuramente. A fine aprile si dovranno tirare le somme e non sarà facile per nessuna azienda”.

 

Intercos di Dovera

In questi giorni la Intercos di Dovera ha chiuso sia lo stabilimento di Dovera che di Agrate Brianza. Per il momento non è ancora stato deciso se giovedì si riaprirà e come. Alcuni dipendenti, tuttavia, non sono fermi: lavorano da casa. Quelli che non possono ricorrere al telelavoro si alternano ai colleghi, usufruendo anche delle ferie. Alla Intercos tutti i Dpi vengono ovviamente garantiti e rispettati e ogni giorno, all’ingresso, viene misurata la temperatura.

 

Bosch e Camo

“Per il momento – fa sapere l’azienda - la Bosch di Offanengo rimane chiusa tutta settimana, fino a venerdì 27 marzo. Poi si valuterà il da farsi. Per il momento sono rimasti al lavoro solo pochi carrellisti”. L’azienda fornisce a tutti i Dpi e all’ingresso, ogni mattina, veniva provata la febbre ai dipendenti. La Camo 2 di Dovera si occupa di vendita, riparazione di attrezzature agricole e ricambi per industrie alimentari: “L’azienda è aperta - spiega Alberto Miragoli, uno dei soci titolari - anche se facciamo fatica a ricevere i pezzi che abbiamo ordinato, perché molte ditte sono ferme, non tutti i corrieri sono puntuali nelle consegne e si creano ritardi. Il servizio ferramenta è invece chiuso fino al 15 aprile. Molti nostri clienti sono già chiusi o comunque chiuderanno il 25 marzo. Noi vendiamo anche articoli contro gli infortuni. Abbiamo in ordine da gennaio le mascherine, ma non ci vengono consegnate, nonostante le numerose richieste dei clienti. Abbiamo fornito 200 tute monouso all’ospedale di Crema e abbiamo anche fatto una donazione sia al nosocomio cittadino che alla Croce Verde. Cosa ci aspettiamo a livello economico? Si sente il peso della chiusura. Si andrà a dimezzare il fatturato. A emergenza finita dovremo fare i conti”.

 

Tecnoclima

La Tecnoclima di Palazzo Pignano, azienda di termo idraulica, in questi giorni si occupa solo delle emergenze. Come spiega Federica Frittoli, una delle impiegate che in questo periodo sta lavorando da casa “le presenze al lavoro sono ridotte per preservare il più possibile la salute dei dipendenti”. Per il momento l’azienda è chiusa fino al 3 aprile, è possibile che la chiusura possa proseguire.

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