24-05-2020 ore 20:45 | Economia - Sindacati
di Claudia Cerioli

Cremasco. Facciamo il punto coi sindacati sulla Fase 2 nel settore della cosmesi

Si è quasi conclusa la prima settimana di lavoro dalla riapertura di lunedì 18 maggio. Abbiamo chiesto a due esponenti sindacali del territorio com’è andata. “Per quanto riguarda la cosmesi -spiega Rita Brambini, Cgil - le imprese cremasche stanno lavorando su ordini che dovevano consegnare entro inizio estate. Le dirigenze denunciano il fatto che molti clienti esteri hanno un po’ bloccato i nuovi ordinativi. Questo non significa tuttavia che abbiano perso il cliente; il calo era previsto dopo la prima fase della pandemia e molti clienti hanno comunque garantito che se ne riparlerà a settembre”.

 

Il lavoro va a rilento”

“Si lavora dunque a velocità ridotta. L’80% delle aziende ha aperto la cassa integrazione più che altro per procedere con la sanificazione necessaria per garantire l'incolumità dai dipendenti. Molti uffici stanno ancora lavorando in modalità smart working. Chi ne risente di più di questa lenta riapertura è il personale in somministrazione, in quanto tanti contratti non sono purtroppo stati rinnovati. Tuttavia, ad oggi, per quanto concerne le cooperative, nello specifico, non abbiamo ancora punti di riferimento certi soprattutto per quelle piccole realtà nelle quali il sindacati non sono presenti”.

 

Prospettiva futura

Quale sarà dunque la prospettiva futura? Per Rita Brambini, “la situazione rimane preoccupante per due motivi. Il primo è legato al fatto che le aziende dovranno approfondire come ottenere e utilizzare gli aiuti del governo, il secondo riguarda l’aspetto sanitario. La tutela della salute deve essere sempre prioritaria, soprattutto nel momento in cui non si sa ancora con certezza se ci possa essere un ritorno di epidemia in autunno. Questo punto deve essere sempre tenuto bene in mente in quanto un'azienda si riconosce anche dal valore sociale che mette sul territorio”.

 

Protocolli avanzati”

Sulla stessa lunghezza d'onda il referente della Femca Cisl, Gianni Ardemagni: “la cosmesi sta utilizzando dei protocolli molto avanzati. Dagli ingressi separati per maestranze e fornitori alla fornitura dei Dpi ai dipendenti. Le piccole cooperative invece risentono del processo di rallentamento; soprattutto per quelle in somministrazione non c'è sempre rinnovo del contratto per tutti i lavoratori, specialmente nel breve periodo”.

 

Cassa integrazione anche a giugno”

“Dal 4 maggio si è lavorato soprattutto per evadere gli ordini pregressi, nonostante il mercato sia ancora parecchio chiuso, specialmente in America. Attualmente sono sospesi i turni notturni ed è necessario dunque capire come si procederà nei prossimi mesi, seguendo con attenzione quanto avviene sui mercati internazionali. Abbiamo ricevuto parecchie richieste di cassa integrazione durante le prime settimane di chiusura totale. Tuttavia le aziende della cosmesi non le hanno utilizzate tutte (sono nove) e potranno quindi usarle da metà giugno quando se ne potranno richiedere altre cinque. Per l'autunno bisognerà continuare a monitorare l'andamento dei mercati e la richiesta”.

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