23-05-2022 ore 12:35 | Economia - Sindacati
di Claudia Cerioli

Italo.Il sindacato Orsa 'decisivo nelle trattative per il rinnovo contrattuale'

Italo, il sistema ferroviario veloce a lunga percorrenza, ha da poco compiuto dieci anni di esercizio ed ha una storia aziendale che inizia nel 2006 e trova nel biennio 2011-2012 le tappe più importanti per l’avvio delle proprie attività di impresa ferroviaria. É proprio nel 2011 che viene siglato il primo contratto collettivo aziendale da diverse organizzazioni sindacali che riconoscono all’azienda lo status di startup. Orsa Ferrovie decide di non sottoscrivere quel contratto convinta che i ferrovieri di Italo debbano essere principalmente tutelati dallo stesso contratto collettivo nazionale della grandissima maggioranza dei ferrovieri d’Italia: il Ccnl della mobilità - attività ferroviarie. Questa decisione ha portato Orsa Ferrovie lontano quattro anni dal tavolo negoziale in azienda. Nel 2014/2015, a seguito di una battaglia legale, Orsa torna in Italo con lo stesso obiettivo di sempre: riconoscere ai ferrovieri di Italo il più ampio regime di tutele contrattuali possibile.

 

Accordo contrattuale che supera quello di startup

Da marzo 2018 a febbraio 2019 si consuma un’avvincente trattativa che culmina nella firma del contratto 2019. Accordo contrattuale che supera il contratto di startup 2011. Nelle ultime settimane, Italo e le organizzazioni sindacali si avviano al rinnovo del contratto 2019 scaduto a dicembre 2021 con lo scopo di offrire ai lavoratori di Italo uno strumento di tutela collettiva più ampio possibile. Orsa Ferrovie, in coerenza con la propria storia, non può esimersi dal rivendicare un percorso di confluenza del contratto di Italo nel Ccnl Af e continuare a chiedere che vengano svolte le elezioni RSU. Giovedì 19 maggio, l’azienda, che al momento rigetta la richiesta di discutere su un percorso di confluenza nel Ccnl Af si è presentata al tavolo con le seguenti iniziali richieste: flessibilità nella disponibilità; possibilità di sostituire in programmazione le riserve aggiuntive anche con turni che prevedano un anticipo o un posticipo di due ore rispetto alla fascia di riserva; svincolare la programmazione della formazione e dei controlli sanitari dal concetto del turno.

 

Turni e orari non peggiorati

Inoltre, la mancata elezione delle Rsu, ingiustamente impedita a più riprese in questi anni, attribuisce alle Rsa una responsabilità spropositata sul futuro orario di lavoro del personale. Orsa è convinta che le Rsa siano già consapevoli che ulteriori allargamenti di orario rischiano di fornire all’azienda strumenti di cui è impossibile prevedere gli effetti nei turni di lavoro, specie in caso di un aumento dell’auspicato incremento dell’offerta commerciale. Orsa Ferrovie, pertanto, ribadisce con convinzione che l’adeguamento dei minimi tabellari non possa essere vincolato ad un peggioramento dell’orario di lavoro, ma che questo rappresenti un diritto già acquisito dai lavoratori di Italo dopo anni di grandi sacrifici e che ulteriori aumenti economici legati alle esigenze organizzative aziendali dovranno essere necessariamente discusse al tavolo nazionale di rinnovo contrattuale.

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