23-05-2020 ore 17:30 | Economia - Sindacati
di Ramona Tagliani

Sindacati pensionati: ‘In Lombardia salute privatizzata, quindi occasione di profitto’

“Le dichiarazioni rilasciate dal Presidente della Regione Lombardia sono inaccettabili”. I segretari regionali delle federazioni dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil rimarcano ancora una volta l’abitudine del leader politico della Lombardia a “non far coincidere parole e agito”. Il modello sanitario lombardo, a distanza di 5 anni dalla legge che l’ha istituito, ha dimostrato tutte le sue debolezze e le sue lacune, che con l’arrivo del Covid 19 si sono purtroppo concretizzate in oltre 15.000 morti, soprattutto tra gli anziani”. Per Valerio Zanolla, Emilio Didonè e Emanuele Ronzoni di Spi, Fnp e Uilp “quando Fontana afferma che si stava già rafforzando la medicina del territorio, omette di dire che il percorso di attivazione della rete territoriale assistenziale ci è stato presentato nel mese di luglio dello scorso anno e poi, inspiegabilmente, tutto si è fermato”.

 

Malati cronici

“L’unica cosa che è stata fatta da luglio all’inizio del 2020 è stata la riorganizzazione della rete ospedaliera, attraverso chiusure di reparti e riduzioni di servizi, senza compensare i tagli con interventi sul territorio”. I referenti del sindacato pensionati spiegano di aver fatto presente a più riprese “le criticità di quel percorso che rischiavano, ancora una volta, di rivelarsi un fallimento come lo è stato il modello di “presa in carico” dei malati cronici avviato nel 2018. Nessuna attenzione è stata prestata da Regione Lombardia ai nostri contributi e il risultato, purtroppo, si è visto nell’emergenza”.

 

Decessi nelle Rsa

“Sulle migliaia di morti all’interno delle Rsa è quantomeno stucchevole il continuo rimpallo di responsabilità tra Regione Lombardia ed i gestori delle strutture. Fontana dice che il compito della Regione è controllare il rispetto dei protocolli. Ci dica allora se questo è avvenuto e come. Sempre il presidente Fontana scarica le responsabilità sulle Rsa, asserendo che si tratta di enti privati, confermando la critica più forte che abbiamo sempre fatto. Privatizzare la salute dei cittadini, facendola diventare occasione di profitto è stato un errore implicitamente riconosciuto dallo stesso presidente della Regione”.

 

Lombardia 49% dei decessi

“Si dice, mentendo, che quello che è successo in Lombardia è successo in tutta Italia. In Lombardia i decessi sono stati il 49% del totale dei decessi per Covid19 nel nostro paese, mentre i tamponi effettuati nella nostra regione sono stati solo il 19% del totale eseguito in Italia, facendo venire meno un’azione di sorveglianza attiva e di contenimento della pandemia. Di fronte alle vite spezzate e al dolore dei famigliari bisognerebbe avere l’umiltà di ammettere gli errori e soprattutto la volontà di porvi rimedio. Alle numerose richieste sindacali di convocazione sul tema Rsa, Regione Lombardia non ha mai risposto”. Gli errori rischiano di ripetersi visto che “sono stati istituiti due tavoli di lavoro sulla Fase 2 nelle Rsa e sulla disabilità con le associazioni dei gestori, escludendo ancora una volta chi rappresenta gli anziani e i non autosufficienti. Alla magistratura la verifica delle responsabilità penali che si dovessero accertare concludono Zanolla, Didonè e Ronzoni - alla politica verificare la responsabilità di chi ha gestito la sanità in Lombardia e ha gestito l'emergenza sanitaria, che non può e non deve essere insabbiata”.

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