È stato pubblicato il nuovo rapporto sull’andamento del mercato del lavoro nella provincia di Cremona, relativo al primo trimestre 2026 ed elaborato dall’Osservatorio provinciale del mercato del lavoro di Cremona. “Si tratta di un appuntamento importante per l’amministrazione provinciale – dichiara Giovanni Gagliardi, consigliere provinciale delegato al lavoro – in quanto disporre di dati aggiornati sulla realtà locale e diffonderli in forma di analisi è fondamentale per aiutare il territorio a comprendere i cambiamenti in corso e orientare le politiche del lavoro e della formazione. Questo permette, inoltre, di far emergere informazioni utili a favorire un incontro efficace tra le esigenze delle imprese e le competenze di chi cerca occupazione”.
Segnali che richiedono attenzione
“In particolare, il rapporto conferma la capacità di tenuta del mercato del lavoro cremonese, pur in presenza di alcuni segnali che richiedono attenzione”. Tra gennaio e marzo sono stati registrati 14.574 avviamenti di rapporti di lavoro, un dato sostanzialmente stabile rispetto allo stesso periodo del 2025 (-0,3 per cento). Le cessazioni sono state 9.739, in aumento del 2,4 per cento, determinando un saldo positivo di 4.835 rapporti, seppure inferiore di 276 unità rispetto al primo trimestre dello scorso anno. Dal punto di vista contrattuale, cresce leggermente la quota degli avviamenti a tempo indeterminato, passata dal 17 per cento al 17,8 per cento. Il tempo determinato resta comunque la forma contrattuale più diffusa, con il 53,7 per cento delle attivazioni, mentre la somministrazione rappresenta il 21,9 per cento.
Commercio e servizi
Il commercio e i servizi concentrano oltre la metà degli avviamenti, con una quota del 53,7 per cento, seguiti dall’Industria con il 24,2 per cento, dall’agricoltura con il 16,3 per cento e dalle costruzioni con il 5,8 per cento. Il quadro economico evidenzia una crescita della produzione manifatturiera cremonese del 5,1 per cento rispetto al primo trimestre 2025, sostenuta soprattutto dalla domanda estera. Aumenta però il ricorso alla cassa integrazione guadagni, con 736.860 ore autorizzate, più del doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e concentrate quasi interamente nel comparto industriale.
Calano gli ingressi in fabbrica
In base all’indagine Excelsior, per il trimestre aprile-giugno 2026 le imprese della provincia prevedono circa 6.910 entrate in termini di risorse umane, il 4 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Resta inoltre elevata la difficoltà di reperimento del personale, segnalata per quasi un’assunzione programmata su due.