
“Ormai l'azienda si regge sempre più su un’organizzazione di tipo emergenziale, costruita per tamponare continuamente carenze di personale e difficoltà operative”. È questa secondo Rosario Miccichè, segretario aziendale Uil, “la fotografia che emerge dal rendiconto 2025 di Asst Crema: conferma una criticità che come Uil denunciamo da tempo”. Non si discosta da quanto portato all'attenzione nei giorni scorsi dall'Unione sindacale di base. “Il continuo turnover, le dimissioni in aumento e le difficoltà nel reperire professionisti stanno conferendo ai lavoratori carichi di lavoro sempre più pesanti, con inevitabili ricadute sul benessere organizzativo e sulla qualità dei servizi” prosegue Micciché. “Non può diventare normalità garantire attività essenziali attraverso soluzioni provvisorie. Serve un investimento concreto sul personale, sulla valorizzazione professionale e su condizioni di lavoro che rendano nuovamente attrattiva la sanità pubblica”.
'Le risorse non bastano: pochi professionisti allo stremo'
“A dimostrazione di ciò, evidenziamo che – al di là delle prestazioni aggiuntive finalizzate all'abbattimento delle liste d'attesa – ad oggi non vi è stato alcun finanziamento specifico a livello regionale per contrastare la carenza di organico presso la nostra azienda. Al contrario, l'azienda ha dovuto attivare in autonomia circa 1.890 ore attingendo ai fondi del decreto Balduzzi per sopperire ai vuoti di personale. Sebbene questo stanziamento rappresenti un primo passo in avanti, lo riteniamo ampiamente insufficiente a colmare il deficit reale. I dati in nostro possesso parlano chiaro: i vuoti d'organico colpiscono pesantemente infermieri, professionisti di area tecnica. Nonostante questa situazione drammatica, l'azienda continua a pretendere il massimo livello di servizi e prestazioni, scaricando tutto il peso operativo su risorse umane ormai esigue e allo stremo. Come Uil Funzione pubblica confermiamo la nostra volontà di offrire la massima collaborazione per individuare e costruire insieme strumenti alternativi che possano restituire attrattività alla nostra azienda”.
La mensa, questione annosa
“Il sindacato – evidenzia Miccichè – aveva già lanciato un grido d'allarme in relazione alla carenza d'organico, colto dalla direzione strategica”. I vertici aziendali, in base alle “dichiarazioni programmatiche rilasciate a luglio 2025 avevano prospettato interventi di welfare aziendale cruciali. Tra questi, la risoluzione della storica problematica della mensa, l'annuncio di un asilo nido aziendale e la disponibilità di alloggi per i dipendenti. Allo stato attuale: un nulla di fatto”. Per dovere di cronaca, il tema della mancanza della mensa è annoso e storico, “è l'esito di impegni disattesi da parte dei direttori generali che si sono succeduti in Asst Crema”. Come ricorda Miccichè:”siamo passati dalla chiusura totale di Ablondi che tagliò corto con un mai la mensa, all'illusione della gestione Pellegata, il quale stupito della grave carenza in una struttura così importante, si era attivato per l'introduzione dei ticket sostitutivi, progetto poi naufragato con l'arrivo dell'emergenza Covid. Infine, la promessa solenne della gestione Ramponi che, durante un tavolo sindacale dichiarò che sarebbe stata ricordata come l'unica Dg ad aver realizzato la mensa. Una promessa rimasta sulla carta, dato che non è mai stata posata nemmeno la prima pietra”. La Uil si dice "sempre pronta e disponibile al dialogo costruttivo, ma sia chiaro: se alle parole non seguiranno fatti concreti e tempestivi, non ci sottrarremo a intraprendere ogni opportuna azione di protesta a tutela dei lavoratori e dei cittadini”.
Dimissioni: l'emorragia continua
La carenza d'organico resta il tema principale. Il numero di dimissioni non accenna a calare, anche nei primi mesi del 2026. “l'emorragia di professionisti non si è affatto arrestata. Basta guardare l'albo pretorio di questo inizio 2026. È pur vero che l'azienda indice regolarmente nuovi concorsi pubblici, ma la realtà dei fatti parla di procedure che attraggono pochissime risposte che non riescono a colmare il fabbisogno".