21-01-2026 ore 17:30 | Economia - Associazioni
di Elena De Maestri

Coldiretti: ’a rischio la sovranità alimentare europea'. Protesta dei giovani a Strasburgo

Fermare le importazioni sleali di cibi che non rispettano gli standard europei e mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. Le stesse regole che seguono le imprese agricole in Europa devono essere rispettate da chi vuole vendere in Italia, da qualunque paese voglia esportare. E servono più controlli, perché ora solo il 3 per cento delle merci viene fisicamente verificato nei porti e alle frontiere. Questa la posizione di Coldiretti, presente a Strasburgo in corteo fino al Parlamento europeo con oltre mille soci agricoltori guidati dal presidente Ettore Prandini e dal segretario generale Vincenzo Gesmundo, al fianco degli agricoltori francesi della Fnsea. Tra i partecipanti anche i giovani agricoltori di Coldiretti Cremona, nella delegazione lombarda guidata dal presidente e dal direttore di Coldiretti Lombardia, Gianfranco Comincioli e Giovanni Benedetti.

 

Salvaguardia di consumatori e ambiente

Come dichiara Comincioli: “siamo a Strasburgo per chiedere alle istituzioni europee un cambio di passo nei confronti della nostra agricoltura. Agli agricoltori europei si chiede giustamente di produrre cibo di qualità che salvaguardi la salute dei consumatori e l’ambiente: chiediamo quindi che ci sia reciprocità rispetto ai prodotti che entrano nell’Unione Europea, affinché rispettino le nostre stesse regole. La deriva autocratica e ideologica imposta da Ursula Von der Leyen sta uccidendo l’agricoltura europea e mettendo a rischio la sovranità alimentare del continente. La Commissione ha il dovere di difendere le produzioni europee, i cittadini consumatori e la sicurezza del cibo. Se Von der Leyen non garantisce subito reciprocità, controlli e trasparenza nel commercio internazionale, deve lasciare il suo incarico e abbandonare subito le follie che ad oggi hanno contraddistinto la sua gestione antidemocratica”.


Trasparenza totale

“Coldiretti chiede anche trasparenza totale con l’origine obbligatoria in etichetta per tutti i prodotti e l’abolizione dell’inganno del codice doganale dell’ultima trasformazione. La commissione predica ideologia e impone burocrazia: cento giorni di lavoro sottratti ogni anno alle aziende agricole per obblighi inutili, mentre senza reciprocità il commercio diventa un’arma contro l’Europa. Il negoziato sul Mercosur è l’emblema delle follie della Commissione: un accordo costruito per importare prodotti senza reciprocità e senza controlli sanitari e ambientali, aprendo la strada ad altri trattati ancora più pericolosi per l’agricoltura e il cibo europeo”.