20-08-2025 ore 18:02 | confcommercio
di Giovanni Colombi

Confcommercio. Donne e impresa a Cremona: fiducia, autodeterminazione e voglia di crescere

Conciliazione vita-lavoro e difficoltà nel reperire personale qualificato: sono questi i due principali ostacoli che le imprenditrici del terziario lombardo – e cremonese in particolare – si trovano ad affrontare ogni giorno. Ma nonostante le complessità, emerge con chiarezza una determinazione forte, radicata nel desiderio di indipendenza e nel bisogno di affermare la propria identità professionale.

A rivelarlo è l’indagine “Quello che le donne non dicono – tutta la verità raccontata dalle donne imprenditrici”, realizzata da Terziario Donna Lombardia e Confcommercio Lombardia, che ha coinvolto oltre 350 imprenditrici lombarde, inclusa una significativa rappresentanza – circa cinquanta – della provincia di Cremona, attive nei settori del commercio, dei servizi, della ristorazione e della ricettività.

A Cremona, ben il 68% delle imprenditrici ha avviato da sé la propria attività, contro un 32% che opera in contesti familiari. Alla base della scelta imprenditoriale prevalgono l’indipendenza economica, il desiderio di avere un impatto sociale ed economico e la libertà di gestione del tempo. Un dato conferma questa consapevolezza: il 74% delle intervistate rifarebbe la scelta imprenditoriale. Un dato superiore anche alla media regionale.

L’ottimismo è palpabile: il 49% guarda al futuro con l’idea di espandere il proprio business, mentre il 36% prevede una stabilità nel medio periodo. Solo il 15% dichiara una percezione incerta del futuro. Tra le criticità più sentite, oltre al work-life balance, spiccano la burocrazia, la difficoltà di affermazione del proprio ruolo e – ancora – la scarsità di personale qualificato.

La fotografia cremonese conferma quanto emerso a livello lombardo: il bilanciamento tra tempo dedicato al lavoro e tempo per sé resta fragile. Il 55% delle imprenditrici lavora tra le otto e le dodici ore al giorno, e un ulteriore 15% supera le dodici ore quotidiane. Di contro, il 34% riesce a ritagliarsi meno di due ore a settimana per sé stessa. I carichi di cura – genitoriali o familiari – riguardano il 28% delle intervistate: per la maggior parte (69%) si tratta di impegni condivisi in rete, e solo nel 46% dei casi hanno un impatto negativo sull’attività.

Sul fronte della parità di genere, sei imprenditrici su dieci percepiscono un posizionamento paritario rispetto ai colleghi uomini, ma il 32% dichiara di trovarsi ancora in una condizione di svantaggio. E quasi una donna su due ha vissuto o assistito ad episodi di discriminazione sul lavoro, in particolare da parte di clienti o altri imprenditori.

Eppure, nonostante tutto, le donne continuano a investire, formarsi, innovare. A Cremona, il 70% delle imprenditrici gestisce direttamente la propria presenza digitale, puntando soprattutto sui social media (42%) o combinando social ed e-commerce (28%).

“Le imprenditrici del terziario cremonese dimostrano ogni giorno una straordinaria capacità di visione: il 49% guarda con fiducia all’espansione della propria attività e il 74% rifarebbe la scelta imprenditoriale. È positivo anche il fatto che il 57% non rinuncerebbe all'espansione dell'attività per paura della conciliazione vita-lavoro. Sono tutti segnali indicativi, che raccontano il desiderio di contribuire attivamente all’economia e alla società, nonostante le complessità quotidiane. Il nostro compito è continuare a sostenere questa fiducia con strumenti concreti, formazione e rappresentanza”, commenta Serena Cominetti, presidente di Terziario Donna Confcommercio Provincia di Cremona. “Quasi una donna su due ha vissuto episodi di discriminazione sul lavoro, e il 32% percepisce ancora uno svantaggio rispetto ai colleghi uomini. Sono numeri che non possiamo ignorare. Come Terziario Donna ci impegniamo ogni giorno a costruire una cultura economica inclusiva, dove il merito e il valore delle competenze femminili trovino finalmente pari opportunità di espressione”.