20-07-2025 ore 10:10 | Economia - Associazioni
di Eliana Lanfranchi

Dazi Usa. Coldiretti: 'colpo mortale da oltre 2,3 miliardi di euro per l'agroalimentare italiano'

I dazi al 30 per cento annunciati dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump sui prodotti europei potrebbero costare alle famiglie statunitensi e all’agroalimentare italiano oltre 2,3 miliardi di euro. È quanto emerge da una stima Coldiretti, effettuata sulla base dell’impatto per le filiere nazionali già sperimentato in occasione delle tariffe aggiuntive imposte dal tycoon nel suo primo mandato, che aveva portato a un calo delle vendite a doppia cifra per i prodotti colpiti. L’impatto in termini di prezzi maggiorati per i consumatori americani si tradurrebbe inevitabilmente in ricadute anche sulle aziende italiane, vista la richiesta di "sconti" da parte degli importatori riscontrata nelle scorse settimane.

 

Made in Italy penalizzato

“La diminuzione dei consumi porta inevitabilmente a prodotto invenduto per le imprese italiane, costrette a dover cercare nuovi mercati. Il tutto senza dimenticare il pericolo falsi, con gli Stati Uniti primo produttore mondiale di falso cibo Made in Italy. L’eventuale scomparsa di molti prodotti italiani dagli scaffali rappresenterebbe un assist per la già fiorente industria del tarocco, stimata in un valore di 40 miliardi”, evidenzia Giovanni Roncalli, direttore di Coldiretti Cremona. 
Al danno immediato, in termini di un probabile calo delle esportazioni, andrebbe ad aggiungersi quello causato dalla mancata crescita, con il cibo Made in Italy in Usa che quest’anno puntava a superare il traguardo dei 9 miliardi di euro, dopo aver raggiunto lo scorso anno il valore record di 7,8 miliardi di euro, grazie a un incremento delle vendite del 17 per cento rispetto al 2023, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat. A pesare è anche il fatto che le nuove tariffe aggiuntive andrebbero a sommarsi a quelle già esistenti, penalizzando in particolar modo alcune filiere cardine, a partire da quelle già sottoposte a dazio.

 

Un duro colpo all’economia italiana 

Con il dazi al 30 per cento, le tariffe aggiuntive per alcuni prodotti simbolo del Made in Italy arriverebbero al 45 per cento per i formaggi, al 35 per cento per i vini, al 42 per cento per il pomodoro trasformato, al 36 per cento per la pasta farcita e al 42 per cento per marmellate e confetture omogeneizzate, secondo una proiezione Coldiretti.

 “Imporre dazi al 30 per cento sui prodotti agroalimentari europei – e quindi italiani – sarebbe un colpo durissimo all’economia reale, alle imprese agricole che lavorano ogni giorno per portare qualità e identità nel mondo, ma anche ai consumatori americani, che verrebbero privati di prodotti autentici o costretti a pagarli molto di più oltre ad alimentare il fenomeno dell'italian sounding”, afferma il presidente di Coldiretti Ettore Prandini: “purtroppo non possiamo che constatare, laddove dovessero essere confermati i dazi il 1 agosto, il totale fallimento della politica esercitata dalla Von der Leyen a danno dei settori produttivi e delle future generazioni. La presidente deve spendersi per una soluzione vera, come non ha ancora fatto. In un momento delicatissimo per gli equilibri geopolitici ed economici globali, colpisce la totale assenza di coraggio e di visione strategica da parte dell’Europa. Mentre il mondo si riarma, le filiere si ricompongono e le grandi potenze investono nel rafforzamento della propria sovranità alimentare ed energetica, Bruxelles pensa a tagliare risorse proprio ai settori produttivi più strategici come l’agricoltura e dell'economia reale”.