20-01-2022 ore 19:58 | Economia - Associazioni
di Claudia Cerioli

Confcommercio: preoccupa il rincaro delle bollette. Tante attività potrebbero chiudere

Il direttore di Confcommercio Stefano Anceschi guarda con preoccupazione la situazione economica che ci si riserverà la fine della pandemia. “Nel 2022 devono arrivare due rate di fondi europei di circa venti miliardi ciascuna e, come sistema paese, non possiamo assolutamente non raggiungere i traguardi prefissati: diversamente il rischio concreto è quello di precipitare in una crisi che aprirebbe la strada alla speculazione finanziaria. Gli indicatori che rendono più incerta la ripartenza economica non mancano. A partire proprio dai costi dell’energia e delle materie prime. L’emergenza della bolletta energetica finirà con l’interessare direttamente, in Italia, un milione di imprese del terziario. Negozi, hotel, bar e ristoranti dovranno raddoppiare l’impegno di risorse per luce e gas rispetto al periodo pre pandemia”.

 

‘Aumenti inarrestabili’

Un hotel, in media, spenderà di luce 79 mila euro (+ 61per cento) e quasi 20mila euro di gas contro i 10mila del 2021. Per un bar si passa in media da 4 mila a 7 mila euro per salire, con il gas, da 5 mila a 10 mila euro in totale mentre per un ristorante la voce elettrica passerà da 7 mila a 12 mila euro che, con il gas, farà segnare un maggiore costo totale che da 11 mila fino a 19 mila euro. Guardiamo con preoccupazione ad un trend nell’aumento dei prezzi che sembra inarrestabile (e anche gli analisti non prevedono inversioni di tendenza nel medio termine). Una compensazione non è ipotizzabile. Il Governo, infatti, ha impegnato quasi quattro miliardi per aiutare le fasce fragili tra le utenze private. Ma per il tessuto economico servirebbe uno stanziamento di almeno trenta miliardi, come una finanziaria. Questo non considerando i grandi gruppi che, di solito, provvedono al loro fabbisogno energetico autonomamente”.

 

Tariffe agevolate agli associati

“Con le imprese che sono convenzionate con Confcommercio- prosegue Anceschi -  abbiamo lavorato perché si applicassero tariffe agevolate agli associati. A livello nazionale, abbiamo chiesto interventi strutturali: dalla dipendenza estera, agli oneri di sistema, alla compensazione dell’aumento dei prezzi dei carburanti sulla filiera dei trasporti e della logistica. Fino ad ora i prezzi per il pubblico  hanno subito solo ritocchi marginali. Si è, insomma, preferito ridurre il margine pur di riconquistare un po' di normalità. Ma è una situazione ormai al limite della sostenibilità e dunque non procrastinabile troppo a lungo. Il rischio è che le attività non siano sostenibili e si fermino addirittura le imprese. Sta avvenendo in particolari settori industriali, rischia di estendersi a macchia d'olio anche ad artigianato e terziario. Per alcuni sarebbe un nuovo lockdown forzato. Per altri, una chiusura definitiva”.

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