“Gustoso, avvolgente e morbido, pastoso, nonostante la lunga stagionatura, con le parti del maiale magre e grasse unite in buona armonia, per un gusto dolce, mai acido, leggermente speziato e vinoso a ricordare la concia, leggera, ben equilibrata di sale”. Ovvero: il salame nobile cremasco. I cremaschi doc, forse, non ne avevano bisogno, potendo contare su un palato allenato e la buona compagnia del pa' e del vino rosso, ma da oggi, tutti potranno riconoscere il salame nobile cremasco. Dopo quella istituita per il mostaccino, è stata ufficialmente presentata questo pomeriggio la De.co, la denominazione comunale per il salame nobile cremasco. A fare gli onori di casa il presidente della commissione Franco Bordo. Con lui anche il vicepresidente Antonio Bonetti ed i componenti Annalisa Andreini, Attilio Maccoppi, Franco Cazzamalli e Filiberto Fayer.
Unicità e autenticità
“La De.co – ha spiegato Bordo – intende mettere nero su bianco la connessione indissolubile che sussiste tra il salame nobile ed il territorio cremasco, valorizzando l'antica tradizione locale, i suoi produttori, le peculiarità geografiche. Vuole essere garanzia di autenticità per l'impiego di metodi tradizionali e di materie prime locali e selezionate”. Sarà resa immediatamente riconoscibile da un logo dedicato: “comunica al consumatore l'unicità e l'origine del prodotto”.
Se da un lato l'obiettivo è quello di “tutelare il nostro patrimonio”, dall'altro “si vuole sostenere le attività economiche capaci di valorizzare il prodotto, conferendo il giusto riconoscimento ad una fetta di mercato oggi anonima e creando un'identità collettiva”. Il salame nobile cremasco “racconta una storia da tramandare, rappresenta l'identità rurale del nostro territorio e consente di preservare un sapere gastronomico a rischio estinzione”.
Tradizione e innovazione
Il logo potrà essere apposto su etichette con bollino o su locandine da esporre nei punti vendita. La commissione guarda con favore anche al mondo digitale. “L'origine del salame nobile cremasco verrà raccontata attraverso materiali informativi dedicati ad educare il consumatore al valore, ma vogliamo unire alla tradizione l'innovazione per un futuro sostenibile. Punteremo a raccontare l'identità del prodotto online mediante i social media, l'uso di hashtag ufficiali #Salamenobilecremasco #DecoCrema e collaborazioni con influencer locali. L'intento è quello di utilizzare la De.co come leva strategica per rafforzare l'identità territoriale e promuovere un'economia locale che valorizza le microfiliere. Il salame può diventare ambasciatore della nostra storia, delle nostre tradizioni, del nostro saper fare”. La denominazione comunale potrà essere richiesta dai produttori o dai commercianti. Porterà: “visibilità e riconoscimento al di là dei confini locali, oltre a più fiducia dei consumat
ori”. Bordo mira a creare “una rete solida di produttori locali e consumatori più consapevoli, capaci di riconoscere e scegliere prodotti di autentica qualità artigianale”.
Nobile e cremasco
Ad Antonio Bonetti il compito di illustrare le caratteristiche del salame nobile cremasco, riassunte anche nella scheda del prodotto approvata dalla giunta comunale. “Il salame nobile cremasco è prodotto utilizzando le parti più nobili della carne magra (coppa, spalle, cosce, lonze e filetti) del maiale sapientemente unite al grasso di gola e pancetta”. Il rapporto ideale prevede una componente magra al 70 per cento e una componente grassa al 30 per cento. La carne è di origine italiana, allevata in uno dei 48 comuni del Cremasco”. Il salame, eredità di maestria artigiana, “racconta una storia antica di famiglie agricole ed operose, fatta di cura, rispetto e paziente attesa". È un sapore di passato, che vive nel presente e guarda dritto al futuro. E che merita di essere conosciuto e riconosciuto altrove.