18-06-2026 ore 08:23 | Economia - Associazioni
di Alessia Silvani

Sistema Impresa: 'i commercianti rischiano di chiudere bottega, lavoriamo insieme'

“Vale davvero la pena investire milioni di euro pubblici in un restauro conservativo complesso e dai costi ballerini per mantenere un'opera storicamente fragile, quando l'abbattimento e la ricostruzione di un ponte moderno garantirebbero tempi certi, corsie adeguate e una stabilità secolare?” Se lo chiede il presidente di Sistema impresa Cremona Alberto Bertolotti. Oggetto della riflessione è ovviamente la chiusura del ponte di via Cadorna, che – aggiunge - “ricade interamente sui quartieri oltre il fiume, a partire dai residenti di San Bernardino: si sono ritrovati tagliati fuori ed estromessi dal resto della città dal giorno alla notte. Per non parlare dell'impatto drammatico sulle attività commerciali e sulle imprese, per le quali il blocco totale del passaggio significa dover chiudere bottega a causa di crolli verticali dei fatturati e di un raddoppio dei costi logistici e di consegna”.

 

Un primo passo

I ristori previsti per i commercianti “sono un primo segnale che va nella direzione di riconoscere le difficoltà di imprese e commercianti. In attesa degli sviluppi del confronto già avviato con le associazioni di categoria e delle eventuali ulteriori iniziative che verranno adottate, auspichiamo che si possa costruire un percorso condiviso capace di fornire risposte concrete e tempestive al tessuto economico del territorio”. Berlotti non punta il dito sulla chiusura del ponte: “ se i tecnici incaricati evidenziano che mancano gli elementi sufficienti a garantire in modo adeguato la sicurezza delle persone, l'interruzione totale e precauzionale del transito – sia veicolare sia ciclopedonale – diventa un atto doveroso che non può essere messo in discussione”.

 

Responsabilità politiche

Il punto su cui dibattere riguarda “ ciò che non è stato fatto dalle precedenti amministrazioni, da quando cioè le criticità strutturali del viadotto sono entrate con urgenza all'ordine del giorno dell'agenda cittadina. Siamo di fronte a una cronistoria fatta di continui rinvii, progetti mai portati a compimento, costi lievitati a dismisura con il passare del tempo e un dialogo istituzionale con la Soprintendenza palesemente inefficace. I test e le ispezioni visive svolti nei mesi scorsi avevano spinto la giunta a rassicurare la città, programmando il grande cantiere di riqualificazione conservativa per l'estate del 2027, ma la situazione è degenerata improvvisamente: nel giro di poche settimane i pareri ingegneristici si sono ribaltati, obbligando per la sicurezza a sbarrare l'infrastruttura dalla sera alla mattina”.

 

'Assenza di coordinamento viabilistico sovracomunale'

“A rendere la situazione insostenibile è, infine, la totale assenza di coordinamento viabilistico sovracomunale: il blocco di via Cadorna si inserisce in un momento in cui anche i ponti di Lodi, Montodine, Sergnano e altre zone limitrofe affrontano pesanti restrizioni o cantieri concomitanti. Il risultato è la paralisi logistica del Cremasco e del sud Lombardia, un imbuto viabilistico inaccettabile che costringe i cittadini a code infinite e imprese e lavoratori pendolari a pagare lo scotto della mancanza di una cabina di regia provinciale”.