18-06-2022 ore 14:33 | confcommercio
di Stefano Anceschi

Confcommercio Crema. Le sfide odierne e future, quando il territorio fa la differenza

“L’elezione dei nuovi sindaci, a Crema e sul territorio, è una occasione per rilanciare progetti di crescita e di sviluppo delle comunità. Anche quelle che, negli ultimi anni, sono state ben amministrate. A tutti i nuovi rappresentanti delle Istituzioni locali, come Confcommercio, offriamo la nostra piena collaborazione. La stessa che, in tutta la provincia, - anche a Crema e nel cremasco - ha permesso di dare vita e sviluppare tanto i distretti urbani del commercio quanto quelli diffusi. Proseguire nel solco che, insieme, abbiamo saputo tracciare significa riaffermare che abbiamo un obiettivo comune: migliorare la qualità della vita dei luoghi del nostro vivere quotidiano, accrescere le opportunità che città e paesi sanno offrire. Non possiamo farlo senza la ripartenza economica e il rafforzamento del tessuto delle imprese. Se sapremo mantenere una forte coesione potremo superare anche i nuovi ostacoli che, dopo la pandemia, mettono a rischio il futuro di ciascuno di noi”.

 

I territori possono fare la differenza
“Pensiamo, nella provincia di Cremona, di avere valori, cultura, legami e risorse per affrontare e traguardare positivamente le sfide della situazione attuale, per sostenere la speranza e la fiducia nel futuro. Nel momento più buio, quello della pandemia, abbiamo reagito con impegno e responsabilità. E oggi, a chi paventa il rischio di una nuova recessione, voglio (quantomeno) contrapporre che le previsioni di crescita restano di un ordine di grandezza superiore a quanto non siano state negli ultimi quindici anni. Non è una analisi mia, ma di un importante economista. Abbiamo fiducia nello “scudo anti spread” annunciato dalla BCE, così come speriamo che possano risolversi le tensioni del contesto internazionale. Qualunque sia il destino che ci attende non dobbiamo rinunciare a credere in noi stessi. La reazione vitale e robusta che - tutti insieme – abbiamo saputo mettere in campo negli ultimi due anni non deve rallentare. Possiamo farlo considerando, tra le priorità, anche l’asse dello sviluppo delle città e dei paesi. Non lo impongono solo ragioni economiche ma anche sociali e culturali. Nella drammatica stagione della pandemia abbiamo riscoperto il valore dei tessuti urbani che sanno offrire servizi: da quelli più grandi ai più piccoli. La nostra prossimità, fatta di tante attività, con le persone come protagoniste è stata un servizio per tutti, un’occasione di socialità, un presidio di speranza. Per noi, che siamo la rappresentanza delle città e nelle città, le città restano fabbriche di servizi, luoghi nei quali la creatività e la capacità di innovazione, di imprese e cittadini, trova modo di esprimersi. Ai nuovi amministratori chiediamo di lavorare per rafforzare questa identità”.

 

Affrontare con coraggio le sfide odierne e del futuro

“Che poi, oltre agli aspetti economici, significa sostenere centri urbani più inclusivi, sicuri, belli, produttivi ed attrattivi – anche e soprattutto per i più giovani. In questo modo possiamo contribuire alla riduzione dei divari. Di quelli sociali, di quelli territoriali, fino a quelli generazionali. Possiamo farlo rileggendo e reinterpretando gli spazi urbani e le attività che li abitano in modo da rispondere a esigenze nuove. Pensiamo, solo per citare un esempio, alla sfida della transizione ambientale che, come hanno confermato anche le nuove norme in tema di mobilità decise dall’Europa, ha un orizzonte prossimo. O quella della transizione digitale, che è ormai una rivoluzione quotidiana, che ha cambiato anche il nostro modo di essere imprenditori, oltre che cittadini e lavoratori. Fronti sui quali la Confcommercio è impegnata da tempo. Penso alla Transizione 4.0 e al tanto lavoro che stiamo mettendo in campo per accompagnare le piccole medie imprese verso il digitale, facendo leva sugli stessi ecosistemi digitali che, noi stessi, abbiamo promosso e stiamo rafforzando. Affrontiamo con coraggio la sfida di ripensare la nostra identità collettiva e i luoghi dove essa si esprime. E lo facciamo cogliendo le opportunità dei bandi regionali o provando a far arrivare anche da noi le risorse del PNRR. Con la stessa determinazione lavoriamo anche sui temi del turismo e della cultura. E teniamo, tra le priorità, le connessioni tra la scuola e il tessuto economico. Costruiamo, insomma, città e paesi più attivi e più innovativi, dunque. Capaci davvero di guardare al futuro”.

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