18-03-2019 ore 18:59 | Economia - Mercati
di Andrea Galvani

Essere donna nel Cremasco, è iniziata una grande indagine: oltre tre mila i questionari

“L’obiettivo è comprendere cosa significhi essere donna, oggi, nel territorio cremasco. Non vogliamo andare a curiosare nelle aziende. Vogliamo capire il fenomeno e fornire un contributo tangibile non solo alle donne, ma anche alle aziende stesse”. Per questo – approfondendo le parole iniziali di Felice Lopopolo - oltre tre mila questionari saranno distribuiti in aziende pubbliche e private, istituti scolastici, una banca, all’ospedale e in strutture sanitarie del Cremasco, con particolare attenzione alle aree di confine. Secondo Elisabetta Rotta Gentile “è importante parlare del problema, ma ancor di più farlo a ragion veduta”. Quarantacinque le domande, ad indagare lo stato civile e la tipologia di contratto, il titolo di studio e la sua coerenza con l’occupazione. Tra i quesiti la retribuzione e la qualità del lavoro, se pendolare (e la distanza dal luogo di lavoro) oppure se durante i colloqui il datore di lavoro “tende ad assumere, a parità di competenze, donne senza figli o che non prevedono di programmare figli”. E ancora se al lavoro ci sono donne con disabilità, il rapporto tra l’occupazione e la gestione della famiglia; quale sia l’opinione sulla possibilità di svolgere il lavoro a casa (in parte o del tutto), oppure l’impegno sindacale, il volontariato e l’ipotesi di divenire (o essere già) imprenditrici.

 

Una pubblicazione e un convegno

Trasversale l’impegno: Comune di Crema, Scuola di educazione all’economia, Comitato per la promozione dei principi costituzionali, Centro ricerca Alfredo Galmozzi, Soroptimist International Club, Cgil-Cisl-Uil, Anffas, Associazione donne contro la violenza e Consulta dei giovani. I dati – totalmente anonimi per le donne e le aziende - verranno analizzati nel dettaglio e confluiranno in una pubblicazione e in un convegno, al momento programmato per il mese di novembre di quest’anno, con personalità di spicco ed esperti del settore.

 

Indagine ad ampio raggio

Come spiegato dall’assessore Emanuela Nichetti il progetto è nato insieme alla scuola di economia, con la crescente di necessità di approfondire la reale situazione lavorativa, economica e sociale del mondo femminile cremasco, accompagnandola con elementi concreti sui quali poter riflettere e agire, anche istituzionalmente. Secondo Piero Carelli “è straordinario l’interesse che il tema ha prodotto, raccogliendo attorno a sé associazioni che operano nel territorio quotidianamente. Il questionario si inserisce in un progetto più ampio e coinvolge decine di persone. Emergeranno elementi positivi e criticità, nella cosmesi e tra le cooperative. Non credo troveremo solo rose e fiori”.

 

Tipologia dei servizi

A rafforzare l’urgenza e la necessità del progetto, le recenti iniziative amministrative in occasione della Giornata per il rispetto dei diritti delle donne e in particolare una lezione dedicata al ruolo attivo delle donne nell’Unità d’Italia, nella crescita sociale e civile e nella Costituente, spesso e ipocritamente trascurata. “Al momento – ha aggiunto Felice Lopopolo – sono state contattate una quarantina di aziende di varie dimensioni, pubbliche e private, di Crema e del territorio, in particolare nei Comuni al confine con altre province, per poter riflettere anche sulla tipologia di servizi offerti. Saranno coinvolte anche donne di origine straniera che vivono e lavorano nel Cremasco, operaie, docenti, professioniste e dirigenti”. Insomma, ora è il momento di far sentire la propria voce: “la qualità dell’indagine è direttamente proporzionale alla quantità di donne che parteciperà, compilando il questionario”.

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