17-11-2023 ore 09:28 | Economia - Cremona
di Claudia Cerioli

'Ora basta. Contratti, pensioni e sicurezza nello sciopero di venerdì 24 novembre a Cremona

In risposta a una legge di bilancio giudicata inadeguata e insoddisfacente, Cgil e Uil hanno proclamato due giornate di sciopero nazionale e mobilitazione in Lombardia, previste per venerdì 17 e 24 novembre. L'iniziativa vuole sostenere i diritti dei lavoratori e dei pensionati, contrastando una politica economica che li sta sempre più impoverendo. Il 17 novembre, lo sciopero, di otto ore o dell’intero turno di lavoro, coinvolgerà i lavoratori del settore pubblico, trasporti, scuola e università e coloro che rientrano nella Legge 146 sui servizi essenziali. Il 24 novembre, la mobilitazione si estenderà a tutti gli altri settori e sarà su base territoriale.

 

Mobilitazione a Cremona

A Cremona sarà organizzato un corteo alle 9:30 con partenza da palazzo Cittanova, e terminerà in piazza Roma. Interverranno lavoratrici, lavoratori e delegati sindacali, con il discorso di apertura tenuto da Germano Denti, coordinatore della Uil Cremona, e l’intervento conclusivo di Elena Curci, segretaria generale della Cgil Cremona. “Nella legge di bilancio non esiste alcuna risposta per affrontare l'emergenza salariale, già falcidiata da inflazione e speculazione - spiegano Curci e Denti - non sono stanziate risorse per i rinnovi dei contratti pubblici né per detassare quelli privati, il supporto all'occupazione femminile e giovanile è inesistente e, anzi, il governo alimenta la precarietà reintroducendo i voucher e liberalizzando i lavori a termine. Oltre a questo, mancano completamente azioni concrete per favorire politiche industriali che necessitano di investimenti significativi”.

 

Sicurezza sul lavoro

Sarà affrontato anche il tema della sicurezza sul lavoro che non trova risposte nella manovra. “Quest’anno sono già 657 i morti, e non sono numeri ma vite spezzate e nella manovra non c’è nulla che tenti di contrastare il fenomeno che ormai è strutturale. il nostro obiettivo non è diminuire né ridurre ma azzerare le morti. Ed è possibile solo investendo sulla formazione a partire dalle scuole e sulle funzioni ispettive di prevenzione. È tempo di riportare al centro dell'agenda di questo paese i lavoratori e i pensionati, riducendo le disuguaglianze e promuovendo politiche sociali eque”.

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