17-09-2021 ore 14:18 | polocosmesi
di Giovanni Colombi

Polo della Cosmesi. Packaging cosmetico, un business che vale miliardi di dollari

Il packaging cosmetico è un mercato che vale oro. Per l’esattezza, un mercato che vale 49.5 miliardi di dollari che entro il 2025 diventeranno 60.9 miliardi. A dirlo è Markets & Markets che nel report "Cosmetic Packaging Market" stima per il mercato globale del packaging cosmetico un CAGR del +4,03% nel quinquennio 2020-2025. A trainare la crescita saranno le soluzioni innovative, tecnologiche e - neanche a dirlo - sostenibili.

 

I prodotti skincare trainanti per il mercato

In termini di valore e di volumi, a guidare il mercato del packaging cosmetico sono le bottiglie e la ragione è da ricercare nella durabilità di queste soluzioni. Le bottiglie in plastica sono le più diffuse perché sono leggere (caratteristica che ne favorisce il trasporto) e poco inclini a rompersi. A ciò si aggiunga la ricercatezza e la preziosità delle bottiglie in vetro, molto richieste soprattutto nel mercato delle fragranze e dei profumi. A crescere di più nei prossimi anni però sarà il packaging a base carta grazie a fattori come la riciclabilità e la sostenibilità, due tendenze in forte ascesa nel mercato cosmetico. A trainare il mercato cosmetico saranno i prodotti skincare, cresciuti esponenzialmente durante la pandemia, e lo stesso accadrà nel mondo del packaging: il packaging skincare diverrà il segmento di mercato più ampio.

 

Ma quanto conta il packaging nel successo di un prodotto beauty?

Moltissimo, al punto di divenire in certi casi un tutt’uno con il prodotto stesso. “Il packaging racconta l’azienda – spiega Elisabetta Casale, cosmetologa e docente universitaria a Milano, Ferrara e allo Iulm e specializzata nel marketing cosmetico – Non a caso alcuni pack sono diventati iconici tanto che le aziende non si discostano mai da quella forma, pur modernizzandola e attualizzandola”. Un esempio su tutti il flacone di Chanel numero 5. “Un packaging non conforme e non coerente all’identità dell’azienda o al messaggio che l’azienda vuole inviare è un grande errore, purtroppo molto comune. Scivoloni commessi per la frenesia di volere innovare ad ogni costo ma che fanno perdere in termini di vendite – afferma l’esperta –. L’uso dei colori, di materiali e di forme condizionano l’acquisto, non è una scoperta, ma occorre fare scelte equilibrate e che raccontino davvero ciò che si vuole comunicare. Per questo prodotto e pack devono nascere insieme, essere in simbiosi. Altri errori riguardano l’usabilità: se un packaging è stato progettato male e presenta difetti nel suo utilizzo il rischio è quello di minare pesantemente il riacquisto: il consumatore non torna più sui suoi passi e a quel punto è difficile recuperare”.

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