17-02-2026 ore 12:36 | Economia - Sindacati
di Elena De Maestri

Ferrovie dello Stato: il servizio Intercity andrà a gara. Con il privato si pagano le infrastrutture

Nel sistema dei servizi essenziali per i cittadini italiani, il gruppo Ferrovie dello Stato rappresenta uno dei pochissimi grandi gruppi industriali pubblici rimasti integralmente sotto controllo statale. Per molti anni l’azienda ha svolto il ruolo di vero e proprio polmone dello Stato, assorbendo crisi aziendali nel settore del trasporto autoferro e stradale, garantendo continuità operativa e salvaguardia occupazionale. Oggi Il gruppo non è soltanto il principale operatore ferroviario nazionale: detiene quote rilevanti del mercato del trasporto pubblico locale e del gommato di “linea” e gestisce, attraverso Anas, strade e autostrade italiane.

 

Esempio di virtuosismo made in Italy

Nel solo 2024 il Gruppo Ferrovie dello Stato ha investito 17,5 miliardi di euro e rappresenta un esempio di virtuosismo Made in Italy. Mantiene bilanci in equilibrio, garantisce un servizio pubblico ferroviario con oltre 9000 treni al giorno in circolazione, cura e sviluppa il patrimonio infrastrutturale della rete ferroviaria nazionale e interviene, quando necessario, a supporto di altri settori strategici di mobilità. Il gruppo è impegnato nel perseguimento degli obiettivi europei di transizione ecologica, in particolare attraverso il rilancio del trasporto merci su ferrovia, elemento chiave per la riduzione delle emissioni e per una logistica più sostenibile e competitiva.

 

Intercity a gara

Negli ultimi due anni si è affermata la volontà istituzionale di ridimensionare la centralità del gruppo Ferrovie dello Stato, aprendo in modo sempre più esteso le tracce ferroviarie a investitori privati e favorendo il profitto dei fondi privati di investimento nell’infrastruttura ferroviaria. Il 2026 segnerà un passaggio cruciale: il servizio Intercity andrà a gara. È opportuno ricordare che tale servizio coincide con il cosiddetto servizio universale: collegamenti garantiti dallo stato per assicurare la mobilità dei cittadini a prezzi calmierati. Un servizio finora affidato a Trenitalia, che lo integra con altre tipologie di treni a mercato (prevalentemente alta velocità) e con i servizi regionali/locali sostenuti dalle regioni.

 

Il modello Rab

Secondo il sindacato di Orsa Trasporti, le istituzioni nel presentare la liberalizzazione del trasporto ferroviario come un’opportunità per il paese, dovrebbero chiarire chi ne sarà realmente il beneficiario. Non è difficile prevedere che gli operatori privati si concentreranno sui segmenti più redditizi lasciando al pubblico le tratte/regioni meno profittevoli. Una dinamica opposta alla tradizione delle Ferrovie dello Stato, che ha sempre operato in modo integrato su tutto il territorio nazionale, reinvestendo gli utili anche nei servizi in perdita. il Gruppo ha illustrato il modello Rab. Uno strumento di finanziamento pensato per incentivare gli investimenti nei settori infrastrutturali di pubblica utilità. In sostanza Ferrovie dello Stato propone al proprio azionista di delimitare una parte dell’infrastruttura ferroviaria così da consentire l’ingresso di investitori privati, con l’obiettivo di auto-finanziare i futuri fabbisogni infrastrutturali. L’applicazione del modello RAB di R.F.I. comporterebbe l’aumento dei pedaggi per garantire i ritorni economici agli investitori privati.