15-04-2022 ore 16:33 | confcommercio
di Federico Corrà

Confcommercio Crema. Credito diretto per le imprese grazie ad AscomFidi, tutti i dettagli

Da fine del 2020, dopo i decreti “Cura Italia”, al “Decreto Liquidità” e al “Garanzia Italia”, i prestiti alle imprese sono tornati a scendere. E’ insomma ripreso quel trend alla contrazione del credito che si è affermato a partire da ormai dieci anni. In generale – dal 2011 - le imprese piccole hanno visto il loro grado di finanziarizzazione calare del 10 per cento, in considerazione del fatto che quelle meno “performanti” sono state di fatto espulse dal mercato. Come AscomFidi, invece, lavoriamo per agevolare il credito alle aziende. Lo facciamo attraverso la possibilità di offrire garanzie fino all’80% su quanto viene erogato, ma anche attraverso misure di credito diretto, così da abbattere anche i tempi di istruttoria. Siamo convinti che, più che mai in passato, sia necessario garantire liquidità per dare un futuro a realtà economiche che, in ogni modo, hanno provato a resistere agli effetti della pandemia e, oggi, stanno cercando di ripartire.

Guardare al futuro
Oggi, guardare al futuro significa mettersi in gioco, fare innovazione. Basti pensare all’importanza, per ogni impresa, di affrontare le sfide della innovazione digitale, o della sostenibilità ambientale, solo per citare un paio di esempi. Sfide che richiedono idee, ambizione ma anche risorse concrete. Declinare il tema di un “piano nazionale” della “resilienza e ripartenza (in modo più ampio rispetto ai soli progetti cofinanziati dall’Europa) significa anche mettere le pmi nelle condizioni di far ripartire il Paese. E il tema del credito è centrale. Se restringiamo il campo alla sola Lombardia (e cito uno studio della CGIA di Mestre pubblicato qualche mese fa ma ancora attuale) la situazione è persino peggiore della media italiana. Siamo una delle regioni che, pur essendo uno dei motori d’Europa, ha subito le contrazioni più forte negli “impieghi (concessi) alle imprese”. Solo Toscana, Marche e Lazio fanno peggio di noi. Nel confronto tra 2021 e 2020 il calo è del 2,3% (quasi il doppio del valore nazionale), sul decennio è del 24,8 (in linea con il dato italiano). Se, anche nei bandi nazionali (promossi dal Ministero dello Sviluppo), come ad esempio quello sulla imprenditoria femminile o quello sulle start up, si prevede – accanto ad una quota di contributo a fondo perduto – una percentuale di finanziamento a tasso zero del progetto significa che il problema del credito è strutturale.

 

Scommettere sulle imprese

Come Confcommercio e come sistema del Confidi regionale avvertiamo sempre più forte la responsabilità di essere al fianco delle realtà economiche. Realtà che sempre più faticano ad accedere al credito attraverso gli istituti bancari. E che hanno bisogno di finanziamenti per sopravvivere. Come Ascomfidi e come sistema Confcommercio vogliamo credere in loro e offrire le nostre garanzie sui mutui. Insomma, insieme, scommettiamo sul loro futuro. Con la stessa determinazione lavoriamo per le nuove start up. Una scelta imprescindibile se si vuol parlare di sviluppo a medio e lungo termine. Ma, senza che questo sforzo venga minimamente riconosciuto, diamo forza alle speranze di crescita del Paese, contribuiamo a consolidare l’occupazione, concorriamo a garantire la qualità della vita delle nostre comuni. Valori condivisi che sosteniamo non solo con le imprese ma anche con tutto il sistema camerale. Pensiamo al bando “Credito adesso” che ha visto esaurite le risorse per abbattere il tasso di interesse dei mutui. Una misura che verrà presto rifinanziata. Crediamo che la risposta alle esigenze delle imprese debba nascere dalla sinergia di tutto il sistema. Ascomfidi con le garanzie, ma anche la Camera di Commercio (come sta facendo) e il mondo bancario. E’ impensabile ad una restrizione dei criteri, come abbiamo avvertito anche negli ultimi tempi, perché è chiaro che oggi le imprese sono rese più fragili dalla severità degli ultimi due anni. Ed è ugualmente evidente che anche il futuro non si presenta in discesa. Proprio nei giorni scorsi è stato pubblicato uno studio di come, a seguito della pandemia molte imprese siano finite nelle mani delle organizzazioni criminali. Può una simile deriva non spingere ciascuno ad un impegno più forte? Sul piano etico e civile, prima che economico.

 

Non solo credito ma anche servizi dedicati

Come Ascomfidi Lombardia, anche per questo, abbiamo deciso di sostenere progetti per erogare mutui senza altri intermediari alle imprese. Pensiamo ai progetto Confidiamo, che permette di avere con estrema semplicità un finanziamento di ventimila euro. O, ancora, alla iniziativa denominata (appunto) “credito diretto” che permette ad imprese legate al mondo Confcommercio, sostegni alla liquidità per trentamila euro e sugli investimenti di cinquantamila. Agiamo, come Ascomfidi, con lo spirito del “buon padre di famiglia”, integrando il credito con tanti servizi dedicati alle imprese. Preliminare è il business plan, proprio per presentare a chi gestisce una partita iva un piano di rientro del credito che sia coerente con le sue effettive possibilità. Ma poi – proprio perché siamo parte del sistema Confcommercio - offriamo tutti i servizi (da quelli fiscali fino alla formazione). Diamo insomma credito al futuro, nel modo più ampio in cui si possa intendere questo obiettivo.

 

Nell'immagine Federico Corrà, presidente AscomFidi Cremona

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