È stato presentato mercoledì 12 luglio il rapporto ‘il mercato del lavoro in provincia di Cremona” con una lettura dello stato e delle dinamiche nel 2022 e nel primo trimestre 2023, presso la sede territoriale di regione Lombardia a Cremona. Hanno partecipato: il vice presidente della provincia e delegato al lavoro, Giovanni Gagliardi, la dirigente del settore formazione e lavoro, Barbara Faroni, il direttore della sede territoriale di regione Lombardia, Gianni Petterlini, oltre ai relatori di Pts: Luca Schionato e Andrea Rebucini ricercatore. In sala rappresentanti delle istituzioni locali, del sistema economico e produttivo, della rete territoriale dei servizi per il lavoro e la formazione e dei servizi sociali. Petterlini ha evidenziato le novità da qui al 2027 del piano regionale di sviluppo che si articola in sette pilastri.
Il quarto riguarda la Lombardia terra di impresa e di lavoro, con l’articolazione dell’eco sistema imprese, attrattività e sistema per il lavoro, con i vari target da raggiungere ed obiettivi strategici delineati supportati da investimenti.
Potenziamento dei centri per l’impiego
“Regione Lombardia valorizza molto il ruolo degli osservatori del mercato del lavoro, rispetto ai quali intende avviare un’opera di coordinamento nei prossimi mesi – ha così specificato Gagliardi. Luca Schionato ha evidenziato l’importanza crescente del mercato del lavoro e dell’incontro tra domanda e offerta in relazione anche alle misure ad hoc, finanziate dal Pnrr, con le risorse finalizzate al potenziamento dei Cpi in tutte le loro funzioni. Schionato ha presentato l’analisi complessiva delle dinamiche del lavoro, con l’ausilio di dati ed elaborazioni, con lo sguardo relativo sia all’ultimo anno breve sia alle dinamiche di lungo periodo relative agli ultimi dieci anni. “Dopo il 2020 l’interrogativo è sempre quello: abbiamo recuperato i livello pre-covid? Il sistema Cremona ed il suo territorio hanno tenuto, ma servono ulteriori passi per superare anche le criticità proprie del trend demografico, che in Italia si sta registrando, con la riduzione della popolazione, la contrazione della platea degli studenti, l’aumento tassi di occupazione. La parola chiave, quindi, è partecipazione degli studenti alla formazione secondaria e terziaria e contestualmente l’aumento della partecipazione in termini di tasso di occupazione; la vera sfida dei prossimi anni si racchiude in questi termini, a cui deve seguire una nuova fase dello sviluppo di nuove politiche per il lavoro”. Sono intervenuti, poi, i relatori Andrea Gianni e Andrea Rebucini, che sono entrati nel dettaglio degli indicatori statistici e dei relativi trend.
Positivo l’andamento del commercio
I cremonesi per lavoro si spostano per lo più verso Milano, Brescia e Bergamo. In provincia, il settore industriale è in leggera crescita (+0,7 per cento) rispetto al trimestre precedente e +0,4 per cento tendenziale, mentre l’artigianato registra una lieve flessione congiunturale molto prossima allo zero (-0,1 per cento). Resta molto limitato il ricorso alla cassa integrazione guadagni delle imprese industriali intervistate con solo il 3,6 per cento che ha dichiarato di avervi fatto ricorso. Percentuale più alta per l’artigianato (7,0 per cento), ma la quota sul monte ore trimestrale è molto contenuta. Lo scarso ricorso alla Cig è confermato anche dai dati Inps che vedono una riduzione a 135 mila ore autorizzate nel primo trimestre 2023 per l’industria, con una riduzione del 50 per cento rispetto allo stesso periodo del 2022. Per quanto concerne il terziario, è il commercio a mostrare l'andamento più positivo, confermando i buoni livelli di crescita che lo hanno caratterizzato a partire dal 2016: +1,2 rispetto al primo trimestre 2022. Il settore, tuttavia, non ha ancora raggiunto i livelli su cui si attestava nel 2010. In leggera espansione anche il settore dei servizi, il cui indice raggiunge, in coincidenza di questo trimestre, un valore di 108,1 punti.
L’industria cerca personale
Dai dati complessivi sulla difficoltà di reperimento, colpisce innanzitutto come siano le imprese industriali a segnalare le maggiori criticità nel trovare personale qualificato, con percentuali superiori alla media, ma anche nel settore dei servizi oltre il 40 per cento delle figure ricercate risulta difficile da trovare. In ogni caso nel 2022 l'occupazione registra un saldo positivo, sia in termini di numero di occupati che è aumentato di 2.300 unità, sia in termini di tasso di occupazione che è passato dal 64,2 del 2021 al 65,3 per cento questo si deve esclusivamente alla componente maschile laddove, per il segmento femminile, si osserva invece una diminuzione. Da sottolineare anche l’aumento dovuto al settore industriale, che ha registrato una crescita di 2.800 unità, e a quello degli altri servizi 3.800 compensando ampiamente la diminuzione di occupati nei settori agricolo, delle costruzioni e commerciale. Inoltre, sempre nel report, si riporta come si sia ampiamente ridimensionato il ricorso alla Cassa Integrazione, che nel 2021 nonostante una forte riduzione, superava ancora la soglia di 6 milioni di ore autorizzate nel corso del 2022 le ore di CIG sono scese intorno a quota 1 2 milioni, in linea con il triennio pre pandemia La traduzione” delle ore autorizzate in termini di lavoratori a tempo pieno equivale a circa 750 unità, un insieme che rappresenta lo 0 6 dei lavoratori alle dipendenze.
La richiesta di impiego
Gli avviamenti al lavoro registrati dai centri per l’impiego in provincia di Cremona, che nel 2021 ammontavano ad oltre 45.700 unità, salgono nell'ultimo anno a quasi 49.200 con un incremento del 7,5 per cento. Prosegue quindi il trend positivo e di ripresa iniziato nel 2021 dopo le nefaste conseguenze della pandemia che avevano riguardato il mercato del lavoro soprattutto nel 2020 quando il numero di avviamenti contava solo 38.700 unità. Ad accompagnare l’effetto positivo di questo risultato (circa 3.400 attivazioni in più) c’è, però, il trend altrettanto al rialzo delle cessazioni (conclusioni e risoluzioni dei rapporti di lavoro) che ammontavano a 43.500 unità nel 2021 e salgono nel corso del 2022 a circa 48.200 facendo registrare un incremento in termini percentuali pari al 10,7 per cento. In decisa crescita, quindi, risulta la popolazione occupata residente in provincia di Cremona registrando, nel 2022 un valore di 145.600 unità, con un balzo di 2.300 unità rispetto all’anno precedente, quando si contavano 143.300 occupati Questo recupero si deve alla componente maschile che registra una crescita di quasi 3.000 unità in valori assoluti e del 3,4 per cento in valori percentuali per il segmento femminile si osserva invece una diminuzione di 500 unità, di poco inferiore all’ 1 per cento.
Le fasce d’età
Rispetto alle province che caratterizzano l’asse del Po, anche in questo caso Cremona ha mostrato una crescita nel numero di occupati nella fascia 15-64 anni sopra la media, inferiore solo a Mantova , Pavia e Parma . È un buon segnale per il sistema cremonese, considerando che altre province dell’asse hanno invece registrato una stagnazione o una decrescita occupazionale. Segue un andamento crescente anche il tasso di occupazione si attesta al 65,3 per cento nel 2022, mentre quello calcolato per il 2021 risultava pari al 64,2 per cento. Dopo il dibattito con i portatori di interessi e le parti sociali ed economiche, ha concluso il Vice Presidente Gagliardi: “la loro presentazione ci ha confermato i segni di ripresa del mercato del lavoro di un territorio provinciale che ha risentito molto delle crisi economiche e sociali che si sono verificate negli ultimi quindici anni. Il nostro è un territorio relativamente poco esteso rispetto ad altri che ricevono più attenzione a livello nazionale e regionale, ma ha il vantaggio che ci conosciamo tutti e proprio le relazioni sono la nostra forza e ci consentono di mantenere quella necessaria collaborazione fra pubblico e privato che ha già portato e auspichiamo che porterà molti buoni frutti”.