13-05-2015 ore 20:30 | Economia - Banche
di Enrico Tupone

Banche, fusioni ed esuberi. Istituti di credito costretti ad economie di scale e sinergie

Per le banche di casa nostra si prospettano tempi duri. Appaiono sempre più chiare le azioni che, al di là delle fusioni attese, le banche devono intraprendere, ossia economie di scala e sinergie, vale a dire costi più leggeri con riduzione di sportelli e personale, incluso e non ultimo il personale direttivo.

 

Il personale

Nell’anno 2013 i dipendenti del credito erano al 57% impiegati, al 41% quadri ed al 2% dirigenti, con un costo del lavoro fra i più alti d’Europa e risulta quindi scontato che la forbice dei tagli si concentri sul personale, in particolare su quello direttivo che vedrà dalle fusioni fra istituti il crearsi di doppioni nei vari dipartimenti. Naturalmente verranno salvaguardati coloro che si occupano del portafoglio clienti mentre avranno più problemi quelli delle strutture centrali, sovrapponibili e di difficile ricollocazione.

 

Esuberi

Alcune banche hanno già iniziato lo sfoltimento: fra i 4 mila esuberi del Monte Paschi si contano 150 dirigenti, il 25% ne ha tagliati la Popolare di Milano mentre Banca Intesa afferma che 200 su mille sono in eccesso. Vale la pena ricordare che dietro i numeri ci sono le persone, spesso anziane e che difficilmente possono trovare un altro impiego. Questo è uno dei motivi per cui i manager più anziani hanno accettato un demansionamento a quadri pur di salvaguardare il posto di lavoro.

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