13-02-2020 ore 19:11 | Economia - Mercati
di Giovanni Colombi

Provincia di Cremona, i dati produttivi del 2019. Bene l'export, cala la domanda interna

Il comparto industriale cremonese, a livello congiunturale, registra variazioni negative per produzione e ordinativi interni e positive per fatturato e ordini esteri. Nell’artigianato prevalgono i segni positivi e solo l’occupazione trimestrale è in arretramento. Come spiega il presidente della Camera di Commercio di Cremona, Gian Domenico Auricchio, “i dati relativi al consuntivo 2019 e al rallentamento produttivo che ha segnato la nostra provincia nell’ultimo trimestre sono segnali da non sottovalutare, anche se contemperati dal forte aumento degli ordinativi esteri. Non dobbiamo dimenticare i rischi e le incertezze legate alla Brexit e all’applicazione di dazi doganali. In questa fase delicata si aggiunge l’ulteriore criticità – non ancora quantificabile nei suoi effetti globali – del coronavirus e del suo impatto sulla crescita cinese e su quella mondiale, a cui la nostra economia è fortemente connessa. La situazione va fronteggiata con una visione che vada al di là di un orizzonte di breve termine e che guardi al futuro rilanciando riforme e investimenti. È quello che le imprese chiedono a tutti quanti amministrano e governano il nostro territorio, la nostra Regione, il nostro Paese. Serve un patto per la crescita che accumuni tutti e che venga mantenuto per i prossimi anni”.



La produzione manifatturiera cremonese

Per quanto riguarda l’industria, il consuntivo 2019, ricavato dalla media delle ultime quattro osservazioni su base annuale, non presenta variazioni negative, anche se va sottolineato come in provincia le difficoltà si siano accentuate nella parte finale dell'anno scorso. La produzione presenta un dato molto vicino allo zero (+0,1%), mentre per gli altri indicatori le dinamiche rimangono abbondantemente positive e vanno dal dato appena superiore al punto percentuale degli ordini interni (+1,2%) e del numero degli addetti (+1,3%), fino al +6,2% rilevato sull’andamento degli ordini esteri. Anche per il fatturato la variazione è ampiamente positiva (+4,8). L’andamento industriale del 2019 ottenuto dalla media delle quattro osservazioni congiunturali (variazioni sul trimestre precedente) più recenti, conferma che le maggiori difficoltà si rilevano nella produzione e nella domanda interna, entrambe in calo, mentre fatturato, ordini esteri ed occupazione, mostrano dinamiche crescenti. Anche i dati regionali presentano, riguardo al segno, esattamente le stesse dinamiche. I dati congiunturali sull’industria manifatturiera cremonese del quarto trimestre 2019 denotano un quadro complessivo caratterizzato da un evidente rallentamento, al quale fanno eccezione gli ordini esteri ed il fatturato che mantiene il segno positivo.

Produzione: per il 42% delle aziende è in calo
La produzione industriale provinciale congiunturale registra una variazione del -2,4%, in controtendenza con le informazioni ancora debolmente positive (+0,1%) riferite all’intera regione. Sono gli ordinativi interni, ancora caratterizzati da una variazione negativa del 2,2%, a condizionare l’andamento della produzione. Segnali positivi arrivano invece dalla domanda estera che, su base congiunturale, è in forte crescita (+4,7%) ed anche in accelerazione rispetto al precedente +2,8%. L’occupazione, dopo il +0,9% del trimestre estivo è rilevata invece in lieve contrazione (-0,2%). Il quadro provinciale tendenziale, quello cioè che risulta dal confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, ricalca le dinamiche trimestrali. Infatti, anche su base annua si riscontrano diminuzioni per produzione ed ordinativi interni, ma anche ottime performance per fatturato e domanda estera. Dopo quasi tre anni in crescita, la produzione registra una variazione tendenziale dell’indice pari al -4,3%, condizionata dalle evidenti difficoltà del mercato nazionale, i cui ordini scendono su base annua del 3,7%. Confermando le indicazioni congiunturali ed in linea con le analoghe dinamiche regionali, nei confronti del 2018, gli ordini provenienti dall’estero accelerano ulteriormente fino al +10,6%, il fatturato continua a crescere (+4,7%) e l’occupazione presenta ancora una variazione tendenziale positiva (+1%). L’andamento dei prezzi vede quelli delle materie prime in crescita sull’anno del 4,8% e quelli dei prodotti finiti dell’1,8%. Dal punto di vista strutturale, i dati che provengono dalla distribuzione delle imprese industriali in base alla variazione della produzione conseguita nell’ultimo anno rimangono stabili, con un 44% del totale delle imprese che producono più di un anno prima, ed il 42% che dichiara invece un calo produttivo. Relativamente alla classe dimensionale, il peggioramento produttivo è più sensibile tra le imprese di medie dimensioni, quelle cioè tra i 50 ed i 200 addetti.



Fatturato in diminuzione per l'artigianato
Per l’artigianato produttivo, il quadro rilevato nel periodo ottobre-dicembre 2019 è ancora positivo, sia su base trimestrale che su base annua, non presentando variazioni negative in nessun indicatore e per nessun riferimento temporale, ad eccezione del dato congiunturale sul numero di addetti. Sul trimestre precedente, i dati destagionalizzati segnalano infatti una ripresa della produzione (+0,3%) ed il mantenimento del segno positivo, seppure di minima entità, per il fatturato (+0,1%). Rallentano solo lievemente gli ordini, dal +1,2 al +0,8%, mentre cala dell’1,1% il livello occupazionale. Anche il panorama delle variazioni intervenute rispetto allo stesso periodo dell’anno 2018 è ancora positivo, anche se il fatturato rallenta sensibilmente dal +4 al +0,7%. La produzione mantiene un’intonazione positiva, +0,7%, mentre per gli altri indicatori le variazioni sono di entità ampiamente superiore: gli ordinativi totali confermano il precedente +3,4% ed il numero degli addetti sale di quasi tre punti percentuali. L’utilizzo della Cassa Integrazione Guadagni, almeno per quanto riguarda il campione rilevato, conferma il completo azzeramento, mentre i dati sulle ore autorizzate di fonte Inps crescono leggermente, restando comunque su livelli minimi.

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