13-02-2018 ore 19:44 | Economia - Crema
di Lidia Gallanti

Asst Crema e sindacati verso la mediazione: nuovo regolamento e ipotesi mensa interna

La realizzazione di una mensa interna all’ospedale potrebbe risolvere la vertenza tra Asst Crema e sindacati dei dipendenti (qui il dettaglio). È quanto emerso dall'incontro di conciliazione obbligatoria avvenuto stamattina (martedì 11 febbraio) a Cremona, in presenza del vice prefetto Fernanda Canfora. Hanno partecipato il dirigente generale dell'Asst Crema Luigi Ablondi e il dirigente amministrativo Guido Avaldi, il rappresentante sindacale dell'azienda Ferdinando Casareale e i referenti di Cgil,Cisl,Uil, Usb e Nursing Up.

 

Nuovo regolamento e mensa interna

Due le richieste dei sindacati: "applicare il decreto ministeriale 122 ed eliminare le fasce orarie di accesso al servizio di ristoro, non conformi ai turni lavorativi dei dipendenti ospedalieri”. Come spiega Luigi Degani, referente Usb, “in questo modo si potrebbero utilizzare fino a otto buoni pasto in contemporanea e richiedere cibo da asporto senza vincolo orario”. L’Asst ha risposto con una controproposta: “Se i dipendenti dovessero rinunciare all'applicazione del decreto 122, l'azienda ospedaliera s'impegnerebbe a ridiscutere il regolamento e costruire una mensa interna. Il progetto sarebbe realizzato tramite project financing, cioè un finanziamento a lungo termine ripianabile attraverso i flussi di cassa derivanti dalla gestione del servizio.


La scelta ai dipendenti
Secondo Degani “l’intenzione è buona, ma prima d'immaginare qualsiasi progetto serve l'autorizzazione di Regione Lombardia. I tempi di realizzazione saranno biblici". I rappresentanti sindacali hanno chiesto alla Prefettura di sospendere lo stato di agitazione fino al 28 febbraio. In quel giorno la proposta dell'Asst sarà sottoposta all'assemblea dei dipendenti. "Siamo ad un bivio - conclude Degani - ora saranno i lavoratori a scegliere se accettare la proposta e rinunciare all'applicazione del decreto, oppure riprendere lo stato di agitazione. Nel primo caso chiederemo all'azienda garanzie e tempistiche certe sul progetto. Nel secondo metteremo in atto forme di protesta efficaci, senza compromettere il servizio ai cittadini".

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