12-11-2020 ore 17:30 | confartigianato
di Giovanni Colombi

Confartigianato imprese Crema. Richiesta al Prefetto per gli spostamenti fuori comune

Gli spostamenti fra comuni sono vietati, ma le attività, in particolare i servizi alla persona, sono aperti. Un anacronismo che va risolto immediatamente per non penalizzare imprese e clienti. Per questo Confartigianato Crema e Confartigianato Cremona hanno inviato una nota al Prefetto della nostra Provincia, Danilo Gagliardi, per chiedere la legittimità degli spostamenti al di fuori del Comune di residenza, con regolare autodichiarazione, anche sulla scorta della decisione presa, ad esempio, dalla prefettura di Sondrio con la quale ha consentito gli spostamenti.

 

Libertà di scelta da parte dei clienti

Nella nota a firma congiunta dai presidenti Pierpaolo Soffientini e Massimo Rivoltini sono state segnalate le difficoltà di molti imprenditori di servizi alla persona e similari, come gli acconciatori, le lavanderie, le autofficine, gommisti e carrozzerie, nei rapporti con i propri clienti. Secondo il Dpcm del 3 novembre, infatti, lo spostamento al di fuori del proprio comune sarebbe permesso solo nel caso in cui nel comune stesso non sia presente un’impresa che eserciti l’attività cui ci si deve rivolge. “Questa lettura restrittiva della norma, impedirebbe agli imprenditori la normale prosecuzione dell’attività nei confronti di parti importanti della propria clientela ed una violazione della libertà di scelta da parte dei clienti stessi – hanno scritto al Prefetto i due presidenti della Confartigianato provinciale – per questo confidiamo in un’interpretazione della norma del DPCM che consenta la prosecuzione del normale svolgimento delle attività dei servizi alla persona, indipendentemente dalla sede delle imprese stesse rispetto al domicilio del cliente, attività che sono svolte nel massimo rispetto dei Protocolli e delle Linee Guida vigenti”.

 

 

Rapporti di fiducia

Nella nota viene evidenziato che “è del tutto evidente che i cittadini si rivolgono a questi esercizi per ragioni di necessità in quanto prestano servizi personalizzati”. Per quanto riguarda i parrucchieri si possono citare i trattamenti “preventivi” e “curativi”, oppure i trattamenti “ad personam” svolti sulla scorta della storia clinica del cliente contenuta nelle “schede personali” dei clienti. Stesso discorso per chi affida i propri capi alle pulitintolavanderie di fiducia, con sede fuori dal proprio Comune di residenza e/o di domicilio. Così come riparazioni, tagliandi, interventi in “garanzia”, cambio gomme invernali (ricordiamo la scadenza del 15 novembre p.v.) e manutenzioni in genere vengono effettuate solitamente dal proprio artigiano di fiducia e non possono essere affidate a un operatore qualsiasi.

 

Il buon senso

“Per tali attività e per una corretta applicazione delle norme – prosegue la nota congiunta a firma dei presidenti Soffientini e Rivoltini – crediamo debbano sempre prevalere il ‘buon senso’ e la ‘ragionevolezza’ tenendo conto tra l’altro che in Provincia di Cremona, a differenza di altre come può essere l’area Metropolitana di Milano, l’uscita dal proprio Comune è cosa frequente e abituale”. “Da qui nasce la nostra richiesta al Prefetto – ha evidenziato il presidente Soffientini – affinchè chiarisca alle Amministrazioni e agli Organi di controllo che è del tutto legittimo recarsi anche fuori dal proprio Comune per rivolgersi ai propri artigiani di fiducia sempre ed in ogni caso muniti di regolare autodichiarazione e con tutti gli strumenti di prevenzione previsti”.

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