12-06-2014 ore 11:06 | Economia - Aziende
di Andrea Galvani

Casale Cremasco. Danone, prosegue il presidio dei lavoratori. Molti gli attestati di solidarietà ai dipendenti

Prosegue fino alle 14 lo sciopero dei lavoratori della Danone di Casale Cremasco, in presidio davanti ai cancelli dell'azienda da stamattina con il sindaco Antonio Grassi ed i sindacalisti Maurizio Bertolaso, Flai-Cgil ed Alessandro Cerioli, Fai-Cisl.

 

Il calo della produzione

Negli ultimi anni il livello della produzione è calata sensibilmente, circa il 40%; lo stabilimento di Casale Cremasco è passato da una produzione di circa 80 mila tonnellate di yogurt nel 2011 – con picchi massimi di circa 1800 tonnellate a settimana - a poco più di 45 mila dello scorso anno, con una produzione media che si aggira a 1000 tonnellate la settimana. L'azienda ha giustificato la chiusura dello stabilimento col calo dei consumi, ma sono in molti a non ritenerla una giustificazione sufficiente.

 

I sindacalisti presenti al presidio (foto © Cremaonline.it)

 

Il presidio dei lavoratori

Di primo mattino i dipendenti si sono stretti in presidio nei pressi del cancello d'ingresso dello stabilimento. Sotto due gazebo hanno discusso nei dettagli la situazione lavorativa e cercato le possibili soluzioni. La preoccupazione per il futuro è molta, ma è altrettanto grande la dignità ed il carattere che anima uomini e donne che da mesi o anni lavorano alle linee di produzione della Danone, di giorno e di notte. Domani lo stabilimento resterà chiuso, sabato si svolgerà il consiglio comunale aperto alla cittadinanza con la presenza dei referenti politici del territorio. Per settimana prossima è prevista l'apertura del tavolo di trattativa con l'azienda.

 

La soluzione del problema

Davanti all'area di conferimento del latte, dove arrivano camion in continuazione, hanno stazionato i carabinieri, mentre davanti al presidio dei lavoratori gli agenti della Digos. Il presidio si è svolto con la massima tranquillità, con attestati di solidarietà e stima portati da ex colleghi, lavoratori di altre aziende di passaggio per lo stabilimento di via Roma o dai residenti del paese. La richiesta dei lavoratori è che non si spengano i riflettori sulla loro condizione, ma che ciascuno possa portare un contributo per la soluzione del problema, che supera l'aspetto locale e assume un carattere comprensoriale.

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