10-05-2026 ore 14:41 | Economia - Aziende
di Elena De Maestri

Imprese: pochi segnali crescita nel primo trimestre 2026. Fatica il comparto artigiano

Sono stati resi pubblici i dati relativi all’andamento imprenditoriale nel primo trimestre 2026 relativi ai territori di Cremona, Mantova e Pavia. Il tasso di crescita dei tre territori risulta pari al -0,35 per cento, mentre la Lombardia (+0,08 per cento) e l’Italia (+0,01 per cento) registrano un tasso di crescita in territorio positivo. Nel panorama lombardo si evidenzia una netta suddivisione, con circa metà province in territorio positivo e l’altra metà con segno meno; ai vertici della classifica troviamo Milano, Varese e Como, mentre, in fondo, si collocano Cremona, Pavia e Mantova. Considerando le sole imprese attive, ovvero al netto delle posizioni che non hanno ancora avviato l’attività o l’hanno sospesa, oppure risultano sottoposte a procedure concorsuali, lo stock risulta pari a 96.355 imprese, in ripresa del +0,1 per cento su base annua.

 

Intervenire con azioni mirate

Il comparto artigianale, che rappresenta circa un terzo del totale delle imprese iscritte alla Camera di Commercio, mostra nel primo trimestre del 2026 un tasso di crescita negativo, pari al -0,5 per cento. Come dichiara il presidente della Camera di Commercio Gian Domenico Auricchio: “i dati del primo trimestre confermano un quadro complesso per il nostro tessuto imprenditoriale. Il tasso di crescita negativo registrato a livello locale si inserisce in un contesto più ampio, che richiede attenzione e capacità di adattamento da parte delle imprese. Accanto a questi elementi, si rilevano da un lato segnali di tenuta sul fronte delle imprese attive, indicando la presenza di un sistema imprenditoriale che, pur tra difficoltà, continua a dimostrare resilienza, e dall’altro una trasformazione strutturale, con un rafforzamento delle forme societarie più organizzate, segnale di un orientamento verso modelli imprenditoriali più solidi e strutturati. Permangono criticità, in particolare nel comparto artigianale, che registra una flessione diffusa e che resta un pilastro fondamentale dei nostri territori. È proprio su questo fronte che diventa prioritario intervenire con azioni mirate”.

 

Digitalizzazione tecnologica

“In questo scenario, è fondamentale rafforzare e rendere sempre più accessibili le iniziative di supporto alle imprese: dalla promozione della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica, agli strumenti per l’accesso al credito, fino ai percorsi di formazione e accompagnamento di imprenditori e lavoratori. Allo stesso tempo, le imprese sono chiamate a investire in competenze, sostenibilità e apertura ai mercati, cogliendo le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dalle reti di collaborazione. Solo attraverso uno sforzo congiunto, che veda istituzioni e sistema imprenditoriale operare in modo sinergico, sarà possibile rafforzare la competitività e accompagnare efficacemente il tessuto produttivo nelle trasformazioni in atto, sostenendo il suo ruolo centrale nello sviluppo economico dei territori.”

 

‘Contrazione in provincia di Cremona’

Analizzando il tessuto imprenditoriale della provincia di Cremona, il bilancio del primo trimestre 2026 mostra una lieve contrazione generale. Il tasso di crescita si attesta infatti al -0,2%, con un saldo negativo di 61 unità che porta il totale delle imprese registrate a 27.584 alla fine di marzo. Tuttavia, guardando esclusivamente alle imprese attive, emerge una incoraggiante capacità di tenuta del territorio: in questo caso lo stock si attesta a 24.774 unità, segnando una piccola ma significativa ripresa del +0,2 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Dal punto di vista delle forme giuridiche, si nota una progressiva evoluzione verso assetti societari più strutturati. In questi primi tre mesi dell'anno crescono le società di capitali e le forme cooperative o consortili, mentre perdono terreno le società di persone e le imprese individuali. Spostando l'attenzione sui diversi settori economici, l'analisi trimestrale riflette una sofferenza diffusa nei comparti più tradizionali della provincia. L'agricoltura registra il calo più marcato (-2 per cento), seguita dai servizi di alloggio e ristorazione (-1,2 per cento) e dal commercio (-1 per cento). Flessioni più contenute interessano anche le attività immobiliari (-0,6 per cento), le costruzioni (-0,3 per cento) e il comparto manifatturiero (-0,1 per cento). A controbilanciare questo scenario sono i servizi avanzati e quelli rivolti alla persona, che mostrano un trend decisamente positivo: spiccano i risultati dell'istruzione (+2 per cento) e delle attività professionali, scientifiche e tecniche (+1,4 per cento), supportate dalla crescita del settore finanziario e assicurativo (+0,9 per cento) e dei servizi alla persona (+0,3per cento). Uno sguardo specifico merita il comparto artigiano, che chiude il primo trimestre del 2026 con una lieve frenata. Con un tasso di crescita del -0,1 per cento.