09-06-2015 ore 13:20 | Economia - Scadenze fiscali
di Ramon Lombardi

Equitalia. Rateizzazioni-bis ad oggi oltre 48 mila adesioni: è possibile presentare la domanda entro il 31 luglio

A due mesi dalla scadenza per aderire alla rateizzazione-bis sono state presentate 48.485 domande e di queste ne sono state già concesse 47.049 (97%) per un importo dilazionato di oltre 1,2 miliardi di euro. Sono i dati sulla nuova chance a disposizione dei contribuenti dallo scorso mese di marzo e riservata a chi per legge ha perso il beneficio della dilazione dei pagamenti alla data del 31 dicembre 2014.

 

Nuove condizioni di dilazione

Secondo quanto stabilito dal decreto mille proroghe (decreto legge 192/2014, convertito con modificazioni dalla legge 11/2015) i contribuenti possono richiedere fino a un massimo di 72 rate, 6 anni, presentando la domanda entro il prossimo 31 luglio, moduli disponibili nella sezione Modulistica - Rateazione del sito Gruppo Equitalia. In vista della scadenza Equitalia ricorda che il provvedimento consente a cittadini e imprese in difficoltà di usufruire di nuove condizioni favorevoli per regolarizzare la loro situazione debitoria. Ci sono però alcuni limiti rispetto alle regole generali sulla rateizzazione: il nuovo piano concesso non è prorogabile e decade in caso di mancato pagamento di due rate, anziché otto, anche non consecutive.

 

Il recupero dell’evasione da riscossione

Le dilazioni di pagamento rappresentano circa la metà dei volumi riscossi annualmente. Ad oggi sono attive circa 2,9 milioni di rateizzazioni per un importo dilazionato di 30,5 miliardi di euro. Prosegue intanto l’andamento positivo del recupero dell’evasione da riscossione. Nei primi cinque mesi del 2015 Equitalia ha riscosso complessivamente oltre 3,4 miliardi di euro, con un incremento del 8,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno che, peraltro, aveva beneficiato di circa 700 milioni di incassi derivanti dalla definizione agevolata delle cartelle. La riscossione si concentra sugli importi più rilevanti: circa i due terzi deriva da debiti superiori a 50 mila euro.

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