Parterre di autorità, di quelli importanti, per l’inaugurazione dell’edizione 2026 della fiera regionale agricola di sant’Apollonia a Rivolta d’Adda. A fare gli onori di casa, negli spazi dio via Masaccio gremiti di gente, la vice sindaco Marianna Patrini. Con lei tanti sindaci del territorio, il presidente di area omogenea Gianni Rossoni, i consiglieri regionali Matteo Piloni, Riccardo Vitari e Marcello Ventura, il presidente della Bcc Cremasco Caravaggio Giorgio Merigo. Per la provincia di Cremona ha presenziato il delegato Mauro Giroletti e per il comune di Crema la vice sindaco Cinzia Fontana.
‘Famiglie che si ritrovano’
Dopo il taglio inaugurale si sono tenuti i discorsi, aperti dalla voce sindaco Patrini: “ogni anno, quando arriviamo a questo momento, abbiamo la sensazione di entrare in una storia che ci precede e ci accompagna da quasi due secoli. Una storia fatta di mani che lavorano, di famiglie che si ritrovano, di tradizioni che continuano a parlare al presente con una forza che non si esaurisce. La fiera non è soltanto un appuntamento: è un modo di essere comunità. È il luogo in cui ci riconosciamo, in cui ritroviamo le nostre radici e allo stesso tempo il coraggio di guardare avanti. È lo spazio in cui il passato dialoga con il futuro, dove il sapere artigiano incontra l’innovazione, e dove il territorio mostra ciò che è e ciò che aspira a diventare.
‘Riqualificata la fiera’
“Come amministrazione abbiamo lavorato per riqualificare la fiera, per darle una struttura organizzativa più solida, più qualificante e più riconoscibile. In una direzione fatta di qualità dei contenuti, rafforzamento del programma tecnico, cura degli spazi e dell’accoglienza e valorizzazione delle relazioni istituzionali e professionali. È così che si costruisce una fiera che non subisce il tempo, ma lo guida. È così che si dà a sant’Apollonia il ruolo che merita nel panorama delle fiere agricole lombarde. Sant’Apollonia è, prima di tutto, la sua anima agricola e zootecnica. La mostra, il concorso, la premiazione della campionessa assoluta e del miglior allevatore, l’esposizione dei mezzi agricoli, gli incontri tecnici: sono questi gli elementi che fanno della nostra fiera un punto di riferimento per allevatori, professionisti e istituzioni”.
Presenti anche le scuole
“Una fiera che è economia, formazione, tradizione, ma anche socialità, famiglia, partecipazione. Anche quest’anno abbiamo voluto che fosse un luogo vivo, aperto, capace di crescere insieme alla sua gente. Un luogo che dialoga, che ascolta, che si rinnova. Un’occasione per celebrare ciò che ci unisce e per costruire, insieme, nuove opportunità. Perché una comunità non si misura solo da ciò che ricorda, ma da ciò che sceglie di continuare a fare, anno dopo anno”. Presenti anche le scuole: l’azienda bergamasca di formazione di Treviglio; l’istituto Cantoni di Treviglio e la scuola casearia di Pandino. L’inno nazionale è stato eseguito dalla banda sant’Alberto ed è seguita la visita agli stand. La fiera proseguirà lunedì 9 febbraio con la sfilata e premiazione della miglior vacca frisona.